Category Archives: Attualità

Videosorveglianza, novità e tutela del cliente

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Installare una telecamera o un sistema di videosorveglianza in un negozio è legittimo per questioni di sicurezza, ma quali sono gli obblighi di legge da rispettare per non incorrere in sanzioni amministrative? Quali sono quindi le novità e le soluzioni più interessanti del mondo della video sorveglianza? Analizziamo gli aspetti per poterci fare una idea chiara di come proteggere il proprio esercizio commerciale installando un sistema di videosorveglianza per i negozi, con le proposte più all’avanguardia e nel rispetto della legge. Tutelare la privacy del cliente La Corte di Cassazione con sentenza 17440 del 02/09/2015 stabilisce che un commerciante che decida di installare una telecamera per la videosorveglianza in negozio debba comunicarlo ai clienti – in nome della tutela della privacy, perché l’immagine acquisita è considerata un dato personale – tramite una apposita informativa “nei luoghi ripresi o nelle immediate vicinanze, non necessariamente a contatto con la telecamera, deve avere un formato e un posizionamento tale da essere chiaramente visibile, può inglobare un simbolo o una stilizzazione di esplicita e immediata comprensione, eventualmente diversificati se le immagini sono solo visionate o anche registrate“. E’ obbligatorio informare sempre ed in modo preventivo i clienti con una segnaletica ben visibile, che contenga

Ispezioni periodiche del Garante primo semestre 2016

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Con Deliberazione n. 107 del 10 Marzo 2016, il Garante Privacy ha definito il programma dei controlli privacy e delle attività ispettive periodiche previste per il primo semestre 2016 (Gennaio – Giugno 2016). L’art. 157 del D.lg. 196/03, infatti, prevede che, per l’espletamento dei propri compiti istituzionali, il Garante Privacy possa effettuare controlli privacy, richiedendo al titolare del trattamento di fornire informazioni e di esibire documenti. Per il corretto esercizio dei propri poteri di controllo privacy, l’art. 158 del D.lg. 196/03, concede al Garante Privacy il diritto di disporre accessi a banche dati, archivi o effettuare altre ispezioni nei luoghi ove si svolge il trattamento al fine di verificare il rispetto degli obblighi privacy imposti dalla disciplina in materia di trattamento dei dati personali. Nello svolgimento dei controlli privacy, il Garante Privacy è tenuto, altresì, a rispettare le disposizioni previste dal Regolamento n. 1/2000 del Garante Privacy relativo a “Organizzazione e funzionamento dell’ufficio del Garante per la Protezione dei Dati Personali” e al Regolamento n. 1/2007 del Garante Privacy denominato “Regolamento concernente le procedure interne all’Autorità aventi rilevanza esterna, finalizzate allo svolgimento dei compiti demandati al Garante per la Protezione dei Dati Personali”. In particolare l’art. 4 del Regolamento n.

Sanzioni immediate e veloci per chi copia e incolla

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Sanzioni immediate e veloci per chi copia e incolla o condivide testi, video o immagini prelevate da internet: non c’è più bisogno di fare una causa; la nuova procedura davanti all’Agcom diventa un vero e proprio processo “accelerato”. Via breve, da oggi, per punire i “copioni” del web. Quanti operano condivisioni indiscriminate, con o senza la consapevolezza del carattere illecito di ciò, è bene che sappiano che, da oggi, “colpirli” diventerà molto più facile e immediato: sarà infatti sufficiente una segnalazione in via amministrativa, senza più bisogno della magistratura. Sbaglia chi confida nell’impunità credendo che, per subire una sanzione, sia necessario che il titolare del copyright avvii una causa, cosa tutt’altro che probabile (almeno per le piccole violazioni) per via dei tempi e dei costi elevati. Come detto, non c’è più bisogno di un processo, né di una denuncia alle autorità. Il tutto, oggi, passa per la nuova procedura “accelerata”, introdotta con il recente regolamento Agcom . Una procedura, però, il cui utilizzo indiscriminato potrebbe incidere sulla libertà di espressione e informazione su internet. Ma vediamo meglio di cosa si tratta e cosa cambierà, da ora, per chi ha un sito, un blog o anche un profilo Facebook. Innanzitutto non

Il controllo a distanza dei lavoratori

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È notizia di questi giorni la volontà del governo di modificare l’art. 4 dello Statuto dei lavoratori che vieta il controllo a distanza dei lavoratori, se non a determinate condizioni atte ad evitare l’uso improprio di tale strumento. Alcuni casi, trattati in separate sedi da Corte di Cassazione e Consiglio di Stato di recente, spiegano in maniera chiara la ratio della norma in vigore dal 1970. Il termine privacy, di derivazione anglosassone, è definito nel vocabolario come La vita personale, privata, in quanto costituisce un diritto e va perciò rispettata e tutelata, ma anche il complesso delle norme che la tutelano. Tra i sinonimi si annovera l’intimità, la riservatezza, il privato. Con tale lemma utilizzato in Italia al femminile siamo soliti indicare quello che in ambito giuridico è definito come protezione dei dati personali. La tutela della privacy ha origini lontane, basti pensare che l’articolo 8 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 sancisce il diritto al rispetto della vita privata e familiare: «Ogni persona ha diritto al rispetto della propria vita privata e familiare, del proprio domicilio e della propria corrispondenza». La Privacy al lavoro: i principi Un documento

Le FAQ al Garante per la privacy

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Di recente il Garante ha pubblicato delle FAQ relative alle proprie sanzioni che nell’articolo vengono integrate con ulteriori indicazioni utili per comprendere, nel caso in cui siate destinatari di una sanzione da parte dell’Autorità, quali siano gli strumenti a vostra disposizione per difendervi di fronte al Garante nel corso del procedimento sanzionatorio. Chi tratta dati personali può incorrere in sanzioni in caso di condotte illegittime? Sì. Il Codice in materia di protezione dei dati personali prevede sanzioni per i casi in cui il trattamento di dati personali viene effettuato violando le norme dettate del Codice stesso. Le principali sanzioni riguardano: l’omessa informativa (art. 161 – da € 6.000 a € 36.000); il trattamento illecito amministrativo (art. 162, comma 2-bis – da € 10.000 a € 120.000); la mancata adozione delle misure minime di sicurezza (art. 162, comma 2-bis – da € 10.000 a € 120.000); l’inosservanza di un provvedimento del Garante (art. 162, comma 2-ter – da € 30.000 a € 180.000). Altre sanzioni possono scattare in caso di: mancata presentazione della notificazione al Garante (art. 163 – da € 20.000 a € 120.000); mancato riscontro alle richieste dell’Autorità (art. 164 – da € 10.000 a € 60.000); violazione delle