Category Archives: Normativa recente

Videosorveglianza, novità e tutela del cliente

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Installare una telecamera o un sistema di videosorveglianza in un negozio è legittimo per questioni di sicurezza, ma quali sono gli obblighi di legge da rispettare per non incorrere in sanzioni amministrative? Quali sono quindi le novità e le soluzioni più interessanti del mondo della video sorveglianza? Analizziamo gli aspetti per poterci fare una idea chiara di come proteggere il proprio esercizio commerciale installando un sistema di videosorveglianza per i negozi, con le proposte più all’avanguardia e nel rispetto della legge. Tutelare la privacy del cliente La Corte di Cassazione con sentenza 17440 del 02/09/2015 stabilisce che un commerciante che decida di installare una telecamera per la videosorveglianza in negozio debba comunicarlo ai clienti – in nome della tutela della privacy, perché l’immagine acquisita è considerata un dato personale – tramite una apposita informativa “nei luoghi ripresi o nelle immediate vicinanze, non necessariamente a contatto con la telecamera, deve avere un formato e un posizionamento tale da essere chiaramente visibile, può inglobare un simbolo o una stilizzazione di esplicita e immediata comprensione, eventualmente diversificati se le immagini sono solo visionate o anche registrate“. E’ obbligatorio informare sempre ed in modo preventivo i clienti con una segnaletica ben visibile, che contenga

“Poca privacy, molti rischi”. È il lato oscuro della Rete

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L’allarme del presidente dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali: “Internet è libero solo in apparenza, di fatto è di proprietà di quattro grandi imprese E sulla tutela dei cittadini: “La disciplina europea c’è, ma può ancora poco” Intervista ad Antonello Soro, Presidente del Garante per la protezione dei dati personali (di Massimo Sideri, “Corriere Innovazione”, 6 aprile 2017) “Uso la rete tutti i giorni, amo la rete, è molto utile e per molte cose. Sono però aspramente critico sui social media e ho serie preoccupazioni sul fatto che la rete, apparentemente libera e democratica, sia di fatto diventata proprietà di quattro grandi imprese”. Quando lo scrittore Jonathan Franzen diceva queste cose qualche anno fa sembrava un marziano. Il tempo, purtroppo, gli ha dato ragione: l’iperconnessione ha i suoi lati pericolosi. Ma purtroppo se ne parla solo nei momenti drammatici come con il suicidio di Tiziana Cantone. Un caso che rimane da studiare perché è tristemente facile prevedere che ce ne saranno altri. “Si trattava di diffusione illecita di dati personali, la norma permetteva di intervenire. Se avessimo avuto la possibilità dei contenuti in questione immediatamente dopo l’ingresso su Facebook – ragiona a freddo il Garante della Privacy, Antonello

Oneri di sicurezza negli appalti: le sentenze più recenti

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Nella materia degli appalti pubblici, il tema della sicurezza assume carattere centrale, in quanto connesso in modo inscindibile al diritto alla salute che nel nostro ordinamento ha rilevanza costituzionale (art. 32). Il quadro normativo Il c.d. Codice dei contratti pubblici, approvato con il D.lgs. 18 aprile 2016, n. 50 “Attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonché per il riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture” prevede che nell’offerta economica l’operatore deve indicare i propri costi aziendali concernenti l’adempimento delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro (art. 95, comma 10). Il testo normativo esclude l’ammissibilità di giustificazioni in relazione agli oneri di sicurezza di cui al piano di sicurezza e coordinamento previsto dalla disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro contenuta nel D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81. La stazione appaltante può valutare la congruità di ogni offerta che, in base ad elementi specifici, appaia anormalmente bassa (art. 97, D.lgs. n. 50/2016). Distinzione tra costi

Il diritto all’oblio: la giurisprudenza del Garante Privacy

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Cos’è il diritto alla deindicizzazione? È autonomo o distinto rispetto al diritto all’oblio? Partendo dalla famosa sentenza della Corte Europea di Giustizia resa, in relazione al caso Consteja C-131/12 Google Spain SL, Google Inc., vs. Agencia Española de Protección de Datos, il presente contributo esamina tutta la giurisprudenza del Garante della Privacy in materia di diritto alla deindicizzazione, analizzando anche le più importanti pronunce di merito e di legittimità sul tema. Premessa e tentativi definitori: tra diritto all’oblio e diritto alla deindicizzazione Si discute, in dottrina, se il diritto alla deindicizzazione possa configurarsi come un diritto autonomo o distinto rispetto al diritto all’oblio (cfr, S. Sica, V. D’Antonio. La procedura di de-indicizzazione, in Il diritto all’oblio su Internet dopo la sentenza Google Spain, Roma, 2015). Non è certamente questa la sede per entrare nel tema, ma appare utile, tuttavia, una breve premessa ideona ad inquadrare il fenomeno. Il diritto all’oblio non ha una definizione universalmente riconosciuta in dottrina ed in giurisprudenza La più autorevole dottrina, ancor prima dell’avvento di Internet, ha definito il diritto all’oblio come “il diritto a che i fatti, pure pubblici, attinenti ad un soggetto, con il decorso del tempo cessino di avere tale qualità” (cfr. V.

Ispezioni periodiche del Garante primo semestre 2016

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Con Deliberazione n. 107 del 10 Marzo 2016, il Garante Privacy ha definito il programma dei controlli privacy e delle attività ispettive periodiche previste per il primo semestre 2016 (Gennaio – Giugno 2016). L’art. 157 del D.lg. 196/03, infatti, prevede che, per l’espletamento dei propri compiti istituzionali, il Garante Privacy possa effettuare controlli privacy, richiedendo al titolare del trattamento di fornire informazioni e di esibire documenti. Per il corretto esercizio dei propri poteri di controllo privacy, l’art. 158 del D.lg. 196/03, concede al Garante Privacy il diritto di disporre accessi a banche dati, archivi o effettuare altre ispezioni nei luoghi ove si svolge il trattamento al fine di verificare il rispetto degli obblighi privacy imposti dalla disciplina in materia di trattamento dei dati personali. Nello svolgimento dei controlli privacy, il Garante Privacy è tenuto, altresì, a rispettare le disposizioni previste dal Regolamento n. 1/2000 del Garante Privacy relativo a “Organizzazione e funzionamento dell’ufficio del Garante per la Protezione dei Dati Personali” e al Regolamento n. 1/2007 del Garante Privacy denominato “Regolamento concernente le procedure interne all’Autorità aventi rilevanza esterna, finalizzate allo svolgimento dei compiti demandati al Garante per la Protezione dei Dati Personali”. In particolare l’art. 4 del Regolamento n.