L’INAIL sulla gestione del rischio chimico nei siti contaminati

L’Inail ha pubblicato l’edizione 2014 del Manuale operativo sul rischio chimico per i lavoratori nei siti contaminati.
In Italia, nella maggioranza dei casi, l’origine della contaminazione è strettamente legata alla presenza
- di siti industriali, dismessi o in attività,
- di discariche abusive, non controllate o non adeguatamente gestite, ma anche
- di punti vendita di carburanti.
Presenti in numero elevatissimo su tutto il territorio nazionale, le aree contaminate richiedono un ripristino ambientale che deve essere preceduto da attività
a) di caratterizzazione,
b) di bonifica,
c) di messa in sicurezza d’emergenza, operativa e/o permanente DLgs 152/2006 (Norme in materia ambientale)*

Il Manuale dell’Inail, si precisa nella premessa, riguarda la sola gestione del rischio chimico, ma il datore di lavoro interessato ha comunque l’obbligo di individuare tutte le possibili fonti di pericolo e valutare tutti i rischi ai quali il lavoratore del sito è potenzialmente esposto ai sensi del TU 81/2008.

Inoltre, il documento prende in esame la procedura di gestione del rischio chimico ponendo l’attenzione soprattutto sugli aspetti legati alla salute, “fermo restando l’obbligo di valutazione del rischio per la sicurezza”.
Perché? La scelta è motivata dal fatto che essendo state individuate quali fonti di pericolo il suolo insaturo e/o le acque sotterranee contaminate, ad eccezione di casi particolari, il rischio per la salute risulta preponderante rispetto a quello per la sicurezza”.
Una volta considerati gli adempimenti normativi nelle attività di bonifica dei siti contaminati (le attività in siti contaminati o potenzialmente tali, le attività di cantiere nella bonifica dei siti contaminati), il Manuale analizza i vari step della valutazione e della gestione del rischio per inalazione (agenti chimici pericolosi, agenti cancerogeni e mutageni), quindi quelli della valutazione e gestione del rischio per contatto dermico.

Gli allegati del documento Inail riguardano
- gli adempimenti documentali ai sensi del TU81/08,
- le tipologie di attività in siti oggetto di bonifica,
- i soggetti coinvolti nella gestione della salute e sicurezza nei cantieri temporanei e mobili,
- la definizione della frazione di polveri da campionare,
- i metodi di campionamento e di analisi,
- le misure di protezione collettiva (misure mitigative)
- i dispositivi di protezione individuale (DPI).

* il DLgs, oltretutto, fornisce queste utili definizioni.
Sito: area o porzione di territorio, geograficamente definita e determinata, intesa nelle diverse matrici ambientali (suolo, sottosuolo ed acque sotterranee) e comprensiva delle eventuali strutture edilizie e impiantistiche presenti.

Sito potenzialmente contaminato: un sito nel quale uno o più valori di concentrazione delle sostanze inquinanti rilevati nelle matrici ambientali, risultino superiori ai valori di concentrazione soglia di contaminazione (CSC), in attesa di espletare le operazioni di caratterizzazione e di analisi di rischio sanitario e ambientale sito specifica, che ne permettano di determinare lo stato
o meno di contaminazione sulla base delle concentrazioni soglia di rischio (CSR).

Sito contaminato:
un sito nel quale i valori delle concentrazioni soglia di rischio (CSR), determinati con l’applicazione della procedura di analisi di rischio …. sulla base dei risultati del piano di caratterizzazione, risultano superati.

Sito non contaminato:
un sito nel quale la contaminazione rilevata nelle matrice ambientali risulti inferiore ai valori di concentrazione soglia di contaminazione (CSC) oppure, se superiore, risulti comunque inferiore ai valori di concentrazione soglia di rischio (CSR) determinate a seguito dell’analisi di rischio sanitario e ambientale …

Enzo Gonano

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