Monthly Archives: novembre 2017

La valutazione della protezione dei dati

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Quando un trattamento può comportare un rischio elevato per i diritti e le libertà delle persone interessate (a causa del monitoraggio sistematico dei loro comportamenti, o per il gran numero dei soggetti interessati di cui sono magari trattati dati sensibili, o anche per una combinazione di questi e altri fattori), il regolamento 2016/679 obbliga i titolari a svolgere una valutazione di impatto prima di darvi inizio, consultando l’autorità di controllo in caso le misure tecniche e organizzative da loro stessi individuate per mitigare l’impatto del trattamento non siano ritenute sufficienti – cioè, quando il rischio residuale per i diritti e le libertà degli interessati resti elevato. Si tratta di uno degli elementi di maggiore rilevanza nel nuovo quadro normativo, perché esprime chiaramente la responsabilizzazione (accountability) dei titolari nei confronti dei trattamenti da questi effettuati. I titolari sono infatti tenuti non soltanto a garantire l’osservanza delle disposizioni del regolamento, ma anche a dimostrare adeguatamente in che modo garantiscono tale osservanza; la valutazione di impatto ne è un esempio. Le linee-guida del WP29 offrono alcuni chiarimenti sul punto; in particolare, precisano quando una valutazione di impatto sia obbligatoria (oltre ai casi espressamente indicati dal regolamento all’art. 35), chi debba condurla (il titolare,

Legge delega al Governo sulle direttive europee sulla privacy dei dati

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Il Parlamento ha pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 259 del 6 novembre 2017, la Legge n. 163 del 25 ottobre 2017, con la quale delega il Governo al recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea – Legge di delegazione europea 2016-2017. Tra le altre cose, viene prevista (articolo 13) una delega per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE. Fonte: Gazzetta Ufficiale Art. 13 Delega al Governo per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonche’ alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE 1. Il Governo e’ delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con le procedure di cui all’articolo 31 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, acquisiti i pareri delle competenti commissioni parlamentari e del Garante

Una guida per la sicurezza per tutte le eta’

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Un ambiente di lavoro sano e sicuro per tutte le età Una guida multilingue su come gestire la salute e la sicurezza sul lavoro in merito a una forza lavoro che invecchia. In Europa, la percentuale di persone anziane è in crescita, le persone devono lavorare più a lungo e l’età media dei lavoratori è in aumento. Per tale ragione è importante: Creare un ambiente di lavoro sano e sicuro per i lavoratori di tutte le età. Garantire che le persone possano arrivare alla fine della propria carriera in buone condizioni di salute. Questa guida fornisce informazioni pratiche, consigli ed esempi in merito all’invecchiamento della forza lavoro e alle opportunità legate a questo fenomeno. Mostra altresì come gestire criticità relative all’età nel contesto lavorativo. I contenuti della guida sono stati realizzati considerando quattro tipi di fruitori: i datori di lavoro, i lavoratori, i responsabili delle risorse umane e i professionisti in materia di salute e sicurezza (includendo, ai fini della presente guida, anche i rappresentanti dei lavoratori, quelli per la salute e la sicurezza e gli ispettori del lavoro). Questa guida permette di muoversi agilmente attraverso i suddetti profili. https://eguides.osha.europa.eu/IT_it/select-your-profile

476 miliardi/anno, il costo europeo della sicurezza

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B 476 miliardi di euro all’anno. Questo il costo per l’Ue derivante da infortuni e m alattie professionali. Una cifra che equivale al 3,3% del proprio Pil. 119,5 miliardi sono generati dai tumori professionali. A pubblicare questi dati è Eu-Osha, e derivano da un progetto di ricerca su costi e benefici delle buone prassi e dell’attenzione alla sicurezza sul lavoro in Europa condotto insieme a partner come Ilo e Icoh. Eu-Osha presenterà le rilevazioni nel corso del “XXI Congresso mondiale della sicurezza e salute sul lavoro” che dal 3 al 6 settembre 2017 si tiene a Singapore. Le presenterà insieme a uno strumento online interattivo che permetterà di consultarle in maniera accessibile. 476 miliardi equivalgono a una perdita del Pil del 3,3%. Così la direttrice Eu-Osha, Christa Sedlatschek :”Il lavoro sicuro e rispettoso della salute è un diritto umano fondamentale, ma queste nuove stime dei costi relativi a misure scarse o inesistenti in materia di SSL dimostrano che le ragioni economiche della SSL non sono mai state così forti. I problemi di salute e gli infortuni legati al lavoro generano un costo per l’Unione europea pari al 3,3 % del suo PIL, ossia 476 miliardi di EUR ogni anno, che