Imprese dei migranti in crescita, in calo le “nostrane”

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- I lavori che gli italiani non vogliono più fare, per lasciarli agli immigrati? All’elenco si può aggiungere anche l’imprenditore. perché negli anni della crisi, le aziende fondate e gestite da immigrati stranieri hanno saputo reagire molto meglio rispetto alle aziende “italiane”. Hanno contenuto il calo del fatturato e hanno rivelato una maggiore propensione all’export e alla registrazione di nuovi marchi. Complessivamente, nel periodo più “buio” della recessione hanno visto comunque crescere il loro numero, mentre quello delle imprese gestite da italiani è in calo.

Lo rivela l’ultimo report della direzione Studi&Ricerche di Intesa Sanpaolo, il quale ha preso in esame il periodo compreso tra il 2012 e il 2015. Emerge, innanzitutto, un netto aumento delle aziende fondate da migranti nel nostro paese arrivato a coprire il 9 per cento del totale delle imprese registrate. Questo ha permesso di contenere il saldo negativo tra imprese aperte e chiuse: tra il 2012 e il 2015, il numero delle imprese registrate nelle camere di Commercio è sceso dello 0,9%: è la sintesi di una contrazione del 2,9% delle imprese italiane e di un aumento del 21,3% delle imprese fondate da migranti. Un successo quello degli stranieri in Italia che dipende anche e soprattutto – come emerge dallo studio – dalla loro capacità di reagire alla crisi, ad esempio aumentando le vendite – e quindi il fatturato – lavorando sul taglio dei prezzi.

Ma il vero segreto del successo dell’impresa straniera è stata la capacità di reagire alla crisi: le imprese straniere segnalano valori superiori alle imprese italiane in riferimento a tutti gli indicatori di crescita. Si parte proprio dalle vendite: le imprese di migranti le hanno viste crescere del 17,7% contro il +10,1% delle italiane. In termini di addetti impiegati abbiamo un +26,6% contro il 14,2%. Il fatturato è in calo per entrambe le categorie, ma le imprese di migranti fanno un po’ meglio (-6,8%), rispetto alle italiane (-7,8%).

Se non altro, nell’ultimo periodo si registra una inversione di tendenza che riguarda sia imprese di immigrati che italiane: tra aprile e giugno 2017, sono fallite 3.008 imprese, contro le 3.537 del corrispondente periodo del 2016 con una frenata del 15% che segna una conferma del risultato dello scorso anno, quando si era già registrato un -3% rispetto al 2015.

Lo studio ha preso in esame un campione di oltre 135 mila imprese del manifatturiero e di alcuni servizi più aperti al mercato (alloggio e ristorazione, servizi alle imprese, ICT, trasporti e logistica). Gli imprenditori stranieri in Italia provengono soprattutto dall’Est Europa (37,7%) e dall’Asia (32,8%), il 15,6% proviene dall’Africa, il 13,9% dall’America Latina. E ‘producono’ lavoro anche se a più basso ‘reddito’: il costo del lavoro per addetto nelle imprese straniere risulta sensibilmente inferiore rispetto a quello delle imprese italiane (rispettivamente circa 21 mila euro annui contro circa 30 mila).
Luca Pagni R.it Economia&finanza