Circolare dell’ Ispettorato nazionale sulle prestazioni occasionali

prestazione occasionale

L’Ispettorato nazionale del lavoro dà indicazioni operative al personale ispettivo sull’art. 54 bis del L. 50/2017
Con la circ. 9 agosto 2017, n. 5 l’INL ha fornito indicazioni al personale ispettivo a proposito dell’ art. 54-bis, D.L. n. 50/2017 (L. n. 96/2017) – “disposizioni in materia di prestazioni occasionali, del libretto di famiglia e del contratto di prestazione occasionale – regime sanzionatorio”.

La disciplina riguarda le prestazioni che il legislatore ha inteso tipizzare “attraverso lo strumento del Libretto famiglia o del Contratto di prestazione occasionale, prescindendo pertanto da una classificazione preventiva sulla natura autonoma o subordinata delle stesse e perciò individuando specifici limiti e tutele in capo al lavoratore”.

Per prestazioni occasionali devono intendersi le attività lavorative che danno luogo nel corso di un anno civile (1° gennaio – 31 dicembre):

< strong>- a compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro (al netto dei contributi) per ciascun prestatore di lavoro, con riferimento alla totalità degli utilizzatori;
- a compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro per ciascun utilizzatore, con riferimento alla totalità dei prestatori di lavoro;
- a compensi di importo non superiore a 2.500 euro, per le prestazioni complessivamente rese da ogni prestatore di lavoro in favore del medesimo utilizzatore, che non possono comunque superare il limite di durata pari a 280 ore nell’arco dello stesso anno civile.*
Gli utilizzatori delle prestazioni di lavoro occasionali possono essere:
a) persone fisiche, al di fuori dell’esercizio dell’attività professionale o d’impresa, mediante il Libretto di famiglia;
b) altri utilizzatori, quali professionisti, lavoratori autonomi, imprenditori, associazioni, fondazioni, altri enti di natura privata nonché le pubbliche amministrazioni, tramite il contratto di prestazione occasionale.

La norma prevede alcuni divieti che ne impediscono la stipula nei seguenti casi:
- da parte degli utilizzatori che hanno alle proprie dipendenze più di cinque lavoratori subordinati a tempo indeterminato; – da parte delle imprese del settore agricolo, salvo che per le attività lavorative rese dai soggetti di cui in alcuni casi; attività di escavazione o lavorazione di materiale lapideo, delle imprese del settore delle miniere, cave e torbiere; – nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere o servizi.

* Nel settore agricolo tale limite è dato dal rapporto tra 2.500 euro annui e la retribuzione oraria individuata dal CCNL.

Enzo Gonano