Monthly Archives: giugno 2017

La Relazione annuale 2016 dell’EO-OSHA

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La relazione annuale dellʼEU-OSHA presenta le attività principali svolte nel 2016. Solo per citare alcuni esempi, lo scorso anno lʼEU-OSHA ha pubblicato i risultati dellʼultima edizione dellʼindagine europea fra le imprese sui rischi nuovi ed emergenti (ESENER-2), soffermandosi in generale sulla sicurezza e salute sul lavoro (SSL) ed esaminando in particolare i rischi psicosociali, il coinvolgimento dei lavoratori nella gestione della SSL e i principali fattori che incentivano all’azione o, al contrario, ostacolano gli interventi. Sono stati inoltre diffusi i risultati iniziali del progetto sulla sicurezza e salute nelle micro e piccole imprese (SESAME). Entrambi i progetti forniscono dati quanto mai necessari ai responsabili delle politiche e ai ricercatori ai livelli nazionale ed europeo. Sono illustrate altresì le molteplici attività svolte dallʼEU‑OSHA nellʼambito della sicurezza e salute sul lavoro nel contesto di una forza lavoro che invecchia, anche con riguardo agli sviluppi della campagna Ambienti di lavoro sani e sicuri 2016-17 . La relazione annuale rivolge anche uno sguardo al futuro, riportando le notizie relative ai piani per la campagna 2018-19 sulle sostanze pericolose, tra le altre molteplici attività che avranno luogo prossimamente. EU-OSHA giugno 2017

E’ morto Rodotà, primo Garante della Privacy

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“C’è un impoverimento culturale che si fa sentire, la cattiva politica è figlia della cattiva cultura”, così Stefano Rodotà, morto oggi all’età di 84 anni, ammoniva già nel 2000. Una frase che sintetizza l’impegno di una vita di un protagonista della nostra vita pubblica che con passione inesausta ha sempre cercato di far valere un punto di vista laico nei grandi temi del nostro Paese. Difficile inquadrarlo con un’etichetta – giurista, politico, riserva della Repubblica – ma anche complicato incasellarlo dentro uno schieramento: è stato radicale, poi indipendente di sinistra, infine movimentista senza casacca. Comunque sempre a sinistra. E’ stato un intellettuale di valore, uno degli ultimi in questo Paese sempre più avaro di idee. Soprattutto, fino alla fine, è stato un uomo libero. Era nato a Cosenza il 30 maggio del 1933, negli anni del fascismo. Il padre, insegnante di matematica di origine albanese poi iscritto al Partito d’azione insegnava alle medie, dava ripetizioni a Giacomo Mancini, il futuro leader socialista; uno zio divenne segretario locale della Dc. La politica, insieme allo studio, è sin da subito una passione divorante. Nel 1953 approda a Roma per laurearsi in legge. Dice no a un’offerta di Adriano Olivetti, che lo vorrebbe

Il divario nord sud a 10 anni dall’inizio della crisi

italia

In questi ultimi anni di crisi, il divario economico e sociale tra il Nord e il Sud del Paese è aumentato. Lo ricorda l’Ufficio studi della Cgia di Mestre che ha messo a confronto i risultati registrati da quattro indicatori: il Pil pro capite, il tasso di occupazione, il tasso di disoccupazione e il rischio povertà o esclusione sociale. In termini di Pil pro-capite, ad esempio, se nel 2007 (anno pre-crisi) il gap tra Nord e Sud era di 14.255 euro (nel Settentrione il valore medio era di 32.680 euro e nel Mezzogiorno di 18.426), nel 2015 (ultimo dato disponibile a livello regionale) il differenziale è salito a 14.905 euro (32.889 euro al Nord e 17.984 al Sud, pari ad una variazione assoluta tra il 2015 e il 2007 di +650 euro). Al Sud le variazioni percentuali più negative si sono registrate in Sardegna (-2,3%) in Sicilia (-4,4), in Campania (-5,6) e in Molise (-11,2). Buona, invece, la performance della Basilicata (+0,6 per cento) e della Puglia (+0,9). Sul fronte del mercato del lavoro, invece, le cose non sono andate meglio. Se nel 2007 il divario relativo al tasso di occupazione era di 20,1 punti a vantaggio del Nord, nel

Più morti che nascite, l’Istat fotografa l’Italia al 31 dicembre 2016

vecchiospizio

La popolazione residente in Italia al 31 dicembre 2016 era pari a 60.589.445 di persone, di cui più di 5milioni di cittadinanza straniera, pari all’8,3%dei residenti a livello nazionale (10,6% al Centro-nord, 4,0% nel Mezzogiorno). Lo comunica l’Istat nel bilancio demografico. Prosegue, quindi, nel 2016 il calo dei residenti già riscontrato nel 2015. Il saldo complessivo è negativo per 76.106 unità, determinato dalla flessione della popolazione di cittadinanza italiana (-96.976 residenti) mentre la popolazione straniera aumenta di 20.870 unità. PIU’ MORTI CHE NASCITE Un altro trend che prosegue è quello del calo delle nascite, in atto ormai dal 2008. Per il secondo anno consecutivo, nel 2016 i nati sono stato meno di mezzo milione: 473.438 per la precisione, cioè 12 mila in meno rispetto al 2015. A fronte di 615 mila decessi, 32 mila in meno rispetto all’anno precedente, si registra un movimento naturale della popolazione (la conta dei nati meno i morti) con saldo negativo per quasi 142 mila unità. Per il secondo anno di fila, i nuovi nati sono stati, al 31 dicembre 2016 secondo il bilancio demografico dell’Istat, meno di mezzo milione (473.438, -12 mila sul 2015), di cui più di 69 mila stranieri (il 14,7% del