Monthly Archives: marzo 2017

Come valutare il rischio in azienda: illuminazione

illuminazione

I locali di deposito di materiali grossolani devono essere dotati di impianti che garantiscano livelli di illuminazione di almeno 10 lux. I locali di passaggio, i corridoi e le scale devono essere dotati di impianti che garantiscano livelli di illuminazione non inferiori a 20 lux. Gli ambienti per lavori grossolani devono essere dotati di impianti che garantiscano livelli di illuminazione non inferiori a 40 lux. Gli ambienti per lavori di media finezza devono essere dotati di impianti che garantiscano livelli di illuminazione non inferiori a 100 lux. Gli ambienti per lavori fini devono essere dotati di impianti che garantiscano livelli di illuminazione non inferiori a 200 lux Gli ambienti per lavori finissimi devono essere dotati di impianti che garantiscano livelli di illuminazione non inferiori a 300 lux. Le strade interne di stabilimento devono essere dotate di impianti che garantiscano livelli di illuminazione non inferiori a 10 lux. Gli ingressi di stabilimento devono essere dotati di impianti che garantiscano livelli di illuminazione non inferiori a 50 lux. Le piattaforme di carico/scarico devono essere dotate di impianti che garantiscano livelli di illuminazione non inferiori a 100 lux. I depositi di carburanti devono essere dotati di impianti che garantiscano livelli di illuminazione non

Legge 8 marzo 2017, n. 24 sulla responsabilità medica

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La responsabilità medica è una “pandemia giuridica” caratterizzata dall’insopportabile resistenza di taluni focolai che di tanto in tanto tendono a riacutizzarsi coinvolgendo trasversalmente dottrina e giurisprudenza. L’immagine che più si avvicina al tema è purtroppo quella truce di un carcinoma solo apparentemente sconfitto e che si ripresenta più forte di prima. In questa guerra devono registrarsi numerose vittorie da parte della dottrina che ha avuto il merito di plasmare una responsabilità medica più vicina al senso comune. Non vuole essere questa la sede per ripercorrere le varie tappe di un percorso lungo e tortuoso, caratterizzato spesso da buchi nell’acqua e ritorni al passato, ma non può tacersi su alcuni aspetti dirimenti ai fini dell’analisi della nuova legge approvata in questa legislatura (ndr, Legge 8 marzo 2017, n. 24). Il testo approvato deve essere salutato come un nuovo patto tra medico e paziente nell’intento trasversale di deflazionare il contenzioso giudiziario ed il massiccio ricorso alla medicina difensiva. La novella, infatti, attraverso l’introduzione di una serie di istituti a tratti innovativi, si segnala altresì per l’arduo obiettivo di razionalizzare i costi della sanità sia nella dimensione pubblica che in quella privata. Cercando di guardare con occhio critico alla riforma, l’approccio che si

La postazione al videoterminale

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Per strutturare le postazioni di lavoro in accordo a quanto riportato nell’allegato XXXIV del D.Lgs. 81/2008 e garantire una “postazione di lavoro che possa ridurre al minimo” i rischi di insorgenza dei disturbi, fastidi o patologie indicate, occorre “fornire al lavoratore alcuni strumenti, quali: – una sedia dotata di rotelle autofrenanti, che abbia il sedile regolabile in altezza e lo schienale regolabile in altezza e inclinazione; – un piano di lavoro sufficientemente ampio, tale da consentire di appoggiare i documenti necessari al lavoro e da permettere di posizionare il monitor a 50/70 cm dagli occhi (dimensioni minime indicative del piano di lavoro cm 120 x 70)”. Inoltre occorre anche “fare sì che lo schermo non presenti riflessi; pertanto evitare di posizionare i monitor in modo tale che alle spalle del lavoratore si trovino fonti luminose, sia naturali che artificiali. Allo scopo è utile dotare le finestre di tende del tipo a strisce, onde poter modulare l’intensità luminosa proveniente dall’esterno. Può essere utile un’illuminazione specifica locale del piano di lavoro (es: lampada da tavolo)”. Si segnala poi che: – “a richiesta del lavoratore, onde permettere allo stesso di sedere in posizione ottimale, deve essere fornito un poggiapiedi; – può rendersi necessario

La tutela della salute e i pericoli per la sua l’effettività

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1. Premessa La Costituzione italiana riconosce il diritto alla salute definendolo un diritto fondamentale dell’individuo. L’art. 32[1], I° comma, della Costituzione, ad esso interamente dedicato, così recita: La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Mentre al II° comma aggiunge: Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana. Il contenuto del diritto esplicitato nel I° e II° comma che la Costituzione[2] riconosce a tutti gli individui è complesso perché comprende la tutela costituzionale alla integrità psico-fisica; il diritto ad un ambiente salubre; il diritto alle prestazioni sanitarie e il diritto alla libertà di cura. Noi, in questo breve lavoro, ci occuperemo in particolare del diritto alle prestazioni sanitarie e alla libertà di cura. Il legislatore solo dopo diversi anni, dall’emanazione della Carta Costituzionale, ha in concreto determinato con una disciplina dettagliata il contenuto di quanto prescritto dall’art. 32, e lo ha fatto in maniera approfondita con la legge 23 dicembre 1978, n. 833 che all’art. 1 detta i seguenti principi: La Repubblica tutela la salute come

Da un anno le nuove modalità di trasmissione certificato medico

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Dal 22 marzo 2016 sono in vigore semplificazioni in materia di adempimenti formali concernenti gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, come stabilito dal d.lgs. 151/2015 e recepito dalla circolare Inail n. 10 del 21 marzo 2016. A partire da tale data, l’obbligo di trasmissione telematica del certificato medico di infortunio o di malattia professionale è a carico del medico certificatore o della struttura sanitaria che presta la prima assistenza. Il medico o il legale rappresentante della struttura sanitaria, precedentemente profilato provvede all’inoltro all’Inail, esclusivamente per via telematica, direttamente o tramite la struttura sanitaria competente al rilascio. Per l’abilitazione ai servizi online il medico o il legale rappresentante della struttura sanitaria devono inviare apposita richiesta alla sede Inail competente per territorio. In caso di malattia professionale l’invio del certificato medico vale, ai fini assicurativi e per le malattie contenute nell’elenco di cui all’art 139 t.u. 1124/1965, anche ai fini dell’adempimento dell’obbligo di denuncia. Resta a carico del datore di lavoro l’obbligo di inoltrare la denuncia di infortunio all’Istituto entro due giorni e di malattia professionale entro cinque giorni da quello in cui ne ha avuto notizia. Il datore di lavoro, nella denuncia, deve obbligatoriamente inserire i dati relativi al