Monthly Archives: ottobre 2015

Informazioni commerciali a prova di privacy

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Le società che offrono informazioni sull’affidabilità commerciale di imprenditori e manager potranno raccogliere dati solo da fonti pubbliche o direttamente dall’interessato. I dossier dovranno essere sempre aggiornati e la conservazione dei dati avrà precisi limiti temporali. Queste alcune tra le principali misure prescritte dal “Codice di deontologia e di buona condotta per il trattamento dei dati personali effettuato a fini di informazione commerciale”, promosso dal Garante della privacy e redatto insieme a varie associazioni di categoria, imprenditoriali e dei consumatori, interessate al settore. Il nuovo Codice, sottoscritto dalle associazioni e pubblicato oggi sulla Gazzetta ufficiale, interviene a regolare un settore particolarmente importante per il corretto funzionamento del mercato. Le società che offrono informazioni commerciali, infatti, grazie al loro lavoro di valutazione della situazione economica, finanziaria e patrimoniale, sono in grado di segnalare eventuali rischi relativi a soggetti in affari. Tuttavia, come ha più volte sottolineato il Garante, intervenuto negli anni a seguito di numerosi ricorsi e segnalazioni su queste attività, il non corretto utilizzo di banche dati e di strumenti di analisi così invasivi può arrecare seri danni alla dignità e alla riservatezza delle persone coinvolte, nel caso, ad esempio, in cui venissero raccolte e utilizzate informazioni inesatte, non aggiornate

L’agenzia per l’Italia digitale

Con la circolare n. 2 del 23 settembre 2015 l’Agenzia per l’Italia Digitale* stabilisce le tecniche sull’hardware, il software, le tecnologie di assistenza e sulle postazioni di lavoro a disposizione dei dipendenti con disabilità. Le tecniche forniscono ai datori di lavoro, pubblici e privati, gli elementi di riferimento e le linee di indirizzo per adempiere agli obblighi di legge nella materia. Esse sono destinate anche a coloro che si occupano di prevenzione e valutazione dei rischi per la salute, la sicurezza sul lavoro, ai responsabili dei processi di acquisto di beni e servizi informatici, al medico competente, alle strutture preposte e a tutte le altre figure di responsabilità previste dal TU 81/08. Le problematiche trattate riguardano il solo ambito dell’accessibilità digitale, anche se esse non possono essere disgiunte da altri aspetti collegati come, ad esempio, l’ergonomia della postazione, l’accessibilità architettonica per il raggiungimento della postazione, i processi socio-organizzativi di valutazione “interna o esterna”, della idoneità delle soluzioni adottate, gli strumenti software legati a domini applicativi specifici, il nomenclatore tariffario dei prodotti assistivi. Il riferimento di base, terminologico e concettuale, è la definizione di persona con disabilità contenuta nella Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti della persona con disabilità (per persone

Sanzioni immediate e veloci per chi copia e incolla

copiaincolla

Sanzioni immediate e veloci per chi copia e incolla o condivide testi, video o immagini prelevate da internet: non c’è più bisogno di fare una causa; la nuova procedura davanti all’Agcom diventa un vero e proprio processo “accelerato”. Via breve, da oggi, per punire i “copioni” del web. Quanti operano condivisioni indiscriminate, con o senza la consapevolezza del carattere illecito di ciò, è bene che sappiano che, da oggi, “colpirli” diventerà molto più facile e immediato: sarà infatti sufficiente una segnalazione in via amministrativa, senza più bisogno della magistratura. Sbaglia chi confida nell’impunità credendo che, per subire una sanzione, sia necessario che il titolare del copyright avvii una causa, cosa tutt’altro che probabile (almeno per le piccole violazioni) per via dei tempi e dei costi elevati. Come detto, non c’è più bisogno di un processo, né di una denuncia alle autorità. Il tutto, oggi, passa per la nuova procedura “accelerata”, introdotta con il recente regolamento Agcom . Una procedura, però, il cui utilizzo indiscriminato potrebbe incidere sulla libertà di espressione e informazione su internet. Ma vediamo meglio di cosa si tratta e cosa cambierà, da ora, per chi ha un sito, un blog o anche un profilo Facebook. Innanzitutto non

Malattia professionale, nuova peocedura

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Pur con non pochi dubbi, provo a sintetizzare l’italico bordello di sovrapposizioni di leggi. Non ultimo quello che il legislatore ha voluto chiamare “decreto semplificazioni” che, dopo averlo letto, viene voglia di imbarcarsi per il Madagascar. Non sarebbe più semplice abrogare tutte le norme precedenti, scrivendo una semplice legge di poche righe per comprendere la quale non ci voglia la cabala? Decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 151 Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183. G.U. 23 settembre 2015, n. 221 – S.O. n. 53 http://olympus.uniurb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=14089:dlgs1512015&catid=5:normativa-italiana&Itemid=59 Entrata in vigore 15 settembre 2015. Da tale data, sebbene il portale INAIL non sia al momento attrezzato, il professionista esercente una professione sanitaria che abbia conoscenza di una malattia professionale (patologia contenuta nell’elenco pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 212 del 12.9.2014 il D.M. 10 giugno 2014 che aggiorna l’elenco delle malattie di cui al D.M. 11 dicembre 2009, patologie per le quali è obbligatoria la denuncia ai sensi dell’articolo 139 del D.P.R.1124/1965: http://www.medicocompetente.blogspot.it/2014/09/pubblicato-in-gu-laggiornamento-delle.html in presenza del fattore di rischio lavorativo), deve provvedere alla