Monthly Archives: settembre 2015

Datore di lavoro di impresa con più di 5 dipendenti, compiti diretti servizio primo soccorso

Il DLgs n. 151 del 14 settembre 2015, uno dei quattro decreti attuativi del Jobs Act, in vigore dal 24 settembre, titola Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità. Nel Titolo I Razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti e revisione del regime delle sanzioni, il Capo I riguarda Inserimento mirato delle persone con disabilità. Nel Capo II, invece, sono indicate le novità introdotte a proposito della “costituzione e gestione del rapporto di lavoro”. Della razionalizzazione e semplificazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro si occupano gli Artt. 20 e 21 del Capo III. (Leggi: Testo unico coordinato settembre 2015, che riporta anche le modifiche introdotte dai decreti attuativi Jobs Act) L’art. 20 ha per oggetto la modifica dell’art. 34 del TU 81/08, sullo svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti di primo soccorso nonché di prevenzione incendi. In conseguenza della modifica (mediante abrogazione del comma 1-bis*) dell’art. 34, per il datore di lavoro non vi sono più i limiti disposti in relazione alle dimensione delle imprese, ovvero fino a cinque lavoratori, in

Jobs Act, tra i decreti attuativi l’istituzione dell’Ispettorato nazionale del lavoro

ispettori lavoro

Sono stati pubblicati nella GU di ieri 23 settembre ed entreranno in vigore oggi gli ultimi quattro decreti attuativi del Jobs Act (L. 183/2014). Il primo riguarda le disposizioni per la razionalizzazione e la semplificazione dell’attività ispettiva in materia di lavoro e legislazione sociale (DLgs 149/2015). Il suo contenuto è sistemato in 12 articoli: l’ Ispettorato nazionale del lavoro (le sue funzioni e attribuzioni, i suoi organi, le sue attribuzioni, la sua organizzazione e il suo funzionamento), l’organizzazione del Ministero del lavoro, dell’Inps e dell’Inail. L’art. 12 definisce le disposizioni per l’operatività dell’Ispettorato nazionale del lavoro. Altri articoli raccolgono le disposizioni in materia di personale, di risorse finanziarie, di rappresentanza in giudizio. L’analisi dettagliata del primo articolo consente di conoscere che l’Ispettorato nazionale del lavoro è stato voluto dal legislatore per: razionalizzare e semplificare l’attività di vigilanza in materia di lavoro; evitare la sovrapposizione di interventi ispettivi. Il nuovo organismo è un’agenzia unica per le ispezioni del lavoro che integra i servizi ispettivi del Ministero del lavoro, dell’Inps e dell’Inail svolgendo le attività ispettive attraverso tutto il personale con compiti di vigilanza in materia di lavoro, contribuzione e assicurazione obbligatoria e legislazione sociale già esercitati da questi soggetti. Per assicurare

17 allegati tecnici con le disposizioni attuative della Seveso 3

Come anticipato nell’articolo sulla struttura della Seveso 3, sono 17 gli allegati del DLgs105/2015. Eccone l’elenco con una breve indicazione dei contenuti dei singoli documenti tecnici. Allegato 1: Categorie delle sostanze pericolose, classificate come da Regolamento CE 1272/2008, con le quantità limite in funzione dell’applicazione dei requisiti di soglia inferiore o superiore. Allegato 2: Dati e informazioni minime che devono figurare nel Rapporto di sicurezza. Allegato 3: Informazioni relative al sistema di gestione della sicurezza e all’organizzazione dello stabilimento ai fini della prevenzione degli incidenti rilevanti. Allegato 4: Dati che devono figurare nei piani di emergenza. Allegato 5: Modulo di notifica e di informazione sui rischi di incidente rilevante per i cittadini ed i lavoratori. Allegato 6: Criteri per la notifica di un incidente rilevante alla Commissione. Quelli che seguono sono, invece, gli 11 allegati con le disposizioni attuative del DLgs 105: Allegato A: Criteri e procedure per la valutazione dei pericoli di incidente rilevante di una particolare sostanza ai fini della comunicazione alla Commissione europea. Allegato B: Linee guida per l’attuazione del Sistema di gestione della sicurezza per la prevenzione degli incidenti rilevanti. Allegato C: Criteri, dati e informazioni per la redazione e la valutazione del Rapporto di sicurezza

La Seveso 3, le Regioni, i Comuni e gli Organi tecnici nazionali e regionali

I compiti della Regione e degli altri Enti territoriali per l’applicazione della Seveso 3, sono indicati dagli articoli 7, 8 e 9 del DLgs 105/2015. Alle Regioni spetta di a) predisporre il piano regionale di ispezioni; b) programmare e svolgere le ispezioni ordinarie e straordinarie; c) adottare i provvedimenti conseguenti all’esito delle ispezioni; d) esprimersi per la individuazione degli stabilimenti soggetti ad effetto domino e delle aree ad elevata concentrazione di stabilimenti; e) fornire al Ministero dell’ambiente le informazioni necessarie per gli adempimenti *; f) disciplinare le modalità anche contabili relative al versamento delle tariffe di competenza regionale**; g) stipulare *** eventuale convenzione con la Direzione regionale o interregionale dei Vigili del fuoco competente per territorio. Le Regioni si possono avvalere, in relazione alle specifiche competenze, dell’ARPA e, tramite convenzioni, degli organi tecnici nazionali. Funzioni del Comune. Competono all’Ente locale di effettuare il controllo dell’urbanizzazione in relazione alla presenza di stabilimenti; di informare, di essere consultato e di partecipare ai processi decisionali del pubblico**** Questi gli Organi tecnici nazionali e regionali chiamati all’applicazione del Seveso3 1) l’ISPRA, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale 2) l’lNAIL 3) I’ISS, Istituto superiore di sanità 4) il CNVVF, Corpo nazionale dei

Alcol e Droghe al Lavoro: Proposta Congiunta Confindustria-Sindacati

alcolismo

Dopo la proposta SIMLII (Società Italiana Medicina del Lavoro ed Igiene Industriale): http://www.medicocompetente.blogspot.it/2015/02/bozza-modifica-controlli-alcol-e-droghe.html, in attesa dell’emanazione della revisione dei controlli alcol/droga sui luoghi di lavoro, compare anche una proposta congiunta Confindustria e principali sigle sindacali (CGIL-CISL-UIL). Anche in questa proposta la matrice biologica per il drug-test sarebbe la saliva. Essi escluderebbero i carrellisti, mansione che rappresenta, allo stato attuale, il gruppo lavorativo maggiormente screenato. La proposta presenta tuttavia numerose lacune. La più macroscopica riguarda l’alcol, prevedendo una inidoneità temporanea discrezionale del medico competente, del lavoratore risultato positivo all’alcol test e la previsione di un alcol test alla ripresa dopo il periodo di inidoneità: esame inutile visto che l’alcol test misura l’assunzione a breve e quindi il lavoratore che rientra dopo il periodo di inidoneità, non può essere così sprovveduto da rientrare al lavoro dopo aver bevuto un bicchiere di lambrusco. Bicchiere di lambrusco che invece sembrano aver bevuto Confindustria e Sindacati prima di scrivere la proposta che, ben evidentemente, è stata redatta senza l’ausilio di esperti in materia: droga test con apparecchi automatici (?), invio al Ser.T. dopo la seconda positività del drug-test salivare (?), ecc. http://www.cgil.it/Archivio/SaluteeSicurezza%5CPosizione_comune_droga_alcool_3.8.15.pdf medicocompetente.blogspot.it