Monthly Archives: luglio 2015

Pubblicata la Seveso 3, entrerà in vigore il 29 luglio

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È stato pubblicato nella GU del 14 luglio 2105 il DLgs 26 giugno 2015, n. 105 – Attuazione della direttiva 2012/18/UE relativa al controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose. La legge (Seveso 3) detta disposizioni finalizzate a: prevenire incidenti collegati all’uso di determinate sostanze pericolose; limitarne le conseguenze per la salute umana e per l’ambiente. La norma indica gli obblighi o gli adempimenti a carico del gestore nei confronti delle regioni ed è dotata di ben oltre 15 allegati tecnici. Enzo Gonano

Con la super DIA anche il modello unico nazionale

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Per trattare di DIA (Denuncia inizio attività*) e superDIA occorre richiamare il Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia (DPR 380/2001) che ha subito, negli anni, diverse modifiche e integrazioni. L’art. 6, che tratta dell’Attività edilizia libera, è stato sostituito dall’art. 5 della L. 73/2010; l’art. 10 (Interventi subordinati a PdC, permesso di costruire) è stato parzialmente modificato una prima volta dal DLgs 42/2004, poi dall’art. 30, c. 1, lett. e) della L. 98/2013 e infine dall’art. 17, c.1, lett. d) della L.164/2014), disposizioni, tutte, rivolte alla semplificazione in materia edilizia. Gli interventi subordinati alla denuncia di inizio, DIA; attività si riferisce ai lavori: che non incidono sui parametri urbanistici e sulle volumetrie; che non modificano le destinazioni d’uso dell’immobile né la sua categoria edilizia. Con la super DIA, invece, l’autorizzazione consente lavori di ristrutturazione edilizia tali da modificare completamente o parziale l’opera, che ne comporti l’aumento delle unità immobiliari, la modifica dei volumi, della sagoma, dei prospetti o superfici. È necessario il rilascio della super DIA anche per gli interventi per nuova costruzione o ristrutturazione urbanistica se questi sono disciplinati da disposizioni comunali. Come per la DIA, la richiesta della super DIA va presentata allo Sportello

Istruzioni operative dell’Inps sulla gestione della certificazione di malattia

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Con la telematizzazione del certificato medico di malattia, l’Inps riceve le certificazioni attestanti lo stato di temporanea incapacità al lavoro dei lavoratori dei settori pubblico e privato, attraverso il Sistema di accoglienza centrale (SAC). Con una circolare del 13 luglio, l’Istituo fa rilevare che, dall’osservazione dei dati inseriti nei certificati telematici, è emerso che persiste da parte di alcuni medici curanti l’abitudine di non valorizzare correttamente il campo note di diagnosi con l’inserimento di una diagnosi comprensibile (nel falso convincimento di preservare la privacy dei propri assistiti) bensì di alcuni caratteri “non senso” che, tuttavia, consentono comunque il soddisfacimento dei requisiti informatici per l’invio del certificato. Anche per questo l’Istituto ha inteso apportare delle novità procedurali per una maggiore correttezza della gestione del sistema. Fra le novità, il reinserimento del codice “3” (diagnosi mancante) che consente di semplificare le attività di comunicazione con l’utenza mediante la predisposizione in automatico della relativa lettera, esonerando l’operatore dall’inserimento manuale della precisazione da effettuare in caso di anomalia generica. Inoltre, la visualizzazione del campo “Emod/grav (E/G)” che permette l’inserimento dei valori “E” (emodialisi/cicli di cura ricorrenti) e “G” (malattia connessa allo stato di gravidanza) con segnalazioni delle specifiche casistiche presenti nel certificato, da usare

Interpello su formazione specifica e correlata alla valutazione dei rischi

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Che tipo di formazione deve essere riservata a un lavoratore già formato per lo svolgimento di una determinata attività e che viene adibito allo svolgimento di singole particolari mansioni che costituiscono compiti o attività specifiche ricomprese nell’attività principale per la quale gli è stata erogata la formazione? Questa la domanda oggetto dell’interpello n. 4/2015, presentata al Ministero del lavoro dall’Associazione nazionale cantieri edili, che espone il caso di un lavoratore del settore delle costruzioni stradali, addetto alla rifinitura del manto stradale o alla gestione del traffico veicolare durante le operazioni di rifacimento di una corsia stradale. Il lavoratore, però, non ha avuto una formazione “ad hoc” per questi singoli compiti, ma quella generica di “asfaltista”. La formazione non può mai essere sostitutiva dell’addestramento, premette la Commissione Interpelli, e aggiunge, fra l’altro, che quella prevista dall’art. 37, c.1 del TU 81/08*, a norma dell’Accordo Stato-Regioni del luglio 2012, “costituisce un percorso minimo ma sufficiente rispetto al dato normativo, salvo che esso non debba essere integrato tenendo conto di quanto emerso dalla valutazione dei rischi o nei casi previsti dalla legge” (nuove procedure di lavoro o nuove attrezzature, ndr) La Commissione sostiene che “l’adeguatezza della formazione per ciascun lavoratore … è correlata

Allegato 3B ad uso dei medici competenti, entriamo nel modello

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Il capitolo con le caratteristiche principali del flusso informativo dei dati sulla sorveglianza sanitaria e con le relative metodologie impiegate (presente nella pubblicazione dell’Inail Allegato 3B del DLgs 81/08 – Prime analisi dei dati inviati dai medici competenti ai sensi dell’art. 40) prelude e “si prospetta per un insieme di analisi implementabili nel prossimo futuro”. Intanto, però, per capire il tipo di informazioni che il medico competente raccoglie e invia all’Asl di competenza, la pubblicazione acclude le parti che compongono l’allegato 3B (anno di riferimento della comunicazione, informazioni sul MC, dati necessari a descrivere la sorveglianza sanitaria, riscontro di eventuali malattie professionali, ma anche elenco dei rischi lavorativi – con distribuzione per sesso dei lavoratori soggetti a sorveglianza sanitaria e di quelli effettivamente sottoposti a sorveglianza – ed ancora, numero dei lavoratori che risultano positivi ai test relativi all’uso di alcol e sostanze stupefacenti). Sulla natura dei dati inoltrati dal MC all’Inail con il modello 3B, essa traspare tramite il “cruscotto di monitoraggio” del portale dell’Inail. I dati sono disponibili “essenzialmente in forma aggregata, con grado di dettaglio che va dal dato nazionale e arriva al dato distribuito per singole ASL passando per la distribuzione regionale”. I dati elementari, invece,