Monthly Archives: aprile 2015

Sentenza della Cassazione esclude il risarcimento agli eredi per prescrizione

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Se la malattia professionale è prescritta, agli eredi non spetta alcun risarcimento. Lo afferma la sent. 2.4.2015, n. 6769 della Cassazione civile, Sez. lavoro. Il caso. La corte territoriale ha rilevato che la malattia professionale contratta da un dipendente tra il 1969 e il 1976 e con stabilizzazione dei postumi, non era stata causa del decesso del lavoratore, avvenuto nel 1989. La richiesta degli eredi di ottenere il risarcimento è stata effettuata nel 2000, ossia undici anni dopo il decesso del lavoratore, ma è stata respinta. Contro la sentenza sono ricorsi gli eredi del lavoratore, fra l’altro, per vizio di motivazione della sentenza, “in ragione della omessa consulenza tecnica medico legale in appello, dell’erroneo utilizzo delle risultanze della consulenza di primo grado, della mancata ricostruzione dello stato di salute del ricorrente e della mancata considerazione dell’efficienza debilitante che la malattia professionale aveva avuto e dunque della rilevanza concausale della stessa nella morte del lavoratore”. “La sentenza impugnata, sottolinea la Cassazione, ha invece verificato che la morte del lavoratore è dipesa da cause autonome rispetto alla tecnopatia riconosciuta molti anni prima, le cui patologie sono rimaste immutate e non hanno subito aggravamenti da molti anni prima del decesso del lavoratore”. Su

EXPO 2015, Il protocollo di sicurezza cantiere

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Protocollo di Sicurezza Cantiere Il Protocollo d’Intesa per la regolarità e la sicurezza nel cantiere è il documento sottoscritto da Expo 2015 S.p.A. e dalla società affidataria, Assimpredil -ANCE, Associazione Lombarda Cooperative di Produzione e Lavoro ALCOPL Legacoop, CGIL – CISL – UIL di Milano, FILLEA – CGIL, FILCA- CISL, FENEAL –UIL di Milano, Comune di Milano e Comune di Rho. Tutti i firmatari ritengono prioritario il rispetto della disciplina legislativa sulla sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro. Obiettivo del protocollo è anche il contrasto delle infiltrazioni delle organizzazioni criminali. Il documento stabilisce, tra l’altro, la costituzione di un Osservatorio permanente di cui faranno parte i rappresentanti dei soggetti firmatari, con lo scopo di monitorare la concreta realizzazione e applicazione di quanto contenuto, nonché di un Comitato per la sicurezza per gli aspetti relativi alla tutela della salute e dell’integrità fisica. Il Protocollo di Intesa ha il fine di impedire il fenomeno del lavoro irregolare e garantire la piena applicazione dei contratti di lavoro, garantendo ed assicurando il rispetto delle norme di legge in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro. Sono 5 gli articoli su cui si basa il Protocollo d’Intesa con 5 obiettivi fondamentali:

Gli sprechi nella sanità

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C’è chi, come la Asl di Bolzano, per curare ogni singolo assistito ha in «dote» dalla sua regione 2.421 euro e chi, come gli assistiti di Pordenone dell’azienda sanitaria del Friuli occidentale, deve accontentarsi di 661 euro. E questi sbalzi si verificano anche all’interno di una stessa regione. In Sicilia la Asl di Palermo ha a disposizione 988 euro ad assistito, mentre Enna incassa per ogni cittadino 1.681 euro. È l’altra faccia degli sprechi in sanità, quella fino ad oggi mai indagata. Una elaborazione della rivista specializzata «About Pharma» su dati della Fiaso, la Federazione di Asl e ospedali, mette in luce gli sprechi evidenziando le mille distorsioni del sistema di finanziamento delle nostre aziende sanitarie pubbliche. Che produce sicuramente più sprechi dei prezzi divergenti delle siringhe perché finisce per ripartire i fondi in base al principio della spesa storica, per cui ti pago per quello che spendi, magari male, e non per quello che fai e per come lo fai. Lo studio della Fiaso, dal quale sono state elaborate le classifiche, del resto dice a chiare lettere che nessuna delibera regionale di riparto del fondo sanitario prevede premi per chi ha ben gestito. Il fatto che non siano poche

Rspp e Aspp esonero corsi formazione? Gli allegati III e V bozza Accordo Stato Regioni

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Già mi sono occupato degli allegati II e IV della bozza di revisione degli accordi Stato-Regioni sulla formazione e l’aggiornamento degli Rspp e degli Aspp. Proseguendo la lettura del documento, nell’ All.I si può esaminare un elenco delle classi di laurea per l’esonero dalla frequenza ai corsi di formazione di cui all’art. 32, c. 2, primo periodo* del TU 81/08 (laurea magistrale, LM, LMSNT; laurea specialistica, S; laurea, L, LSNT, quali sono state istituite con i diversi DM dell’Università e della ricerca fra il 2000 e il 2009). Nell’All.III, invece, sono comprese le disposizioni in merito al riconoscimento dei crediti formativi “i cui contenuti si sovrappongono, in tutto o in parte, fra di loro”. Nell’allegato si fa riferimento all’art. 32, c. lett. c) e d) del DL 69/2013**. Secondo la lettera c), “in tutti i casi di formazione e aggiornamento… in cui i contenuti dei percorsi formativi si sovrappongano, in tutto o in parte, a quelli previsti per il Rspp, è riconosciuto il credito formativo per la durata ed i contenuti della formazione e dell’aggiornamento corrispondenti erogati”. Per la lettera d), “in tutti i casi di formazione ed aggiornamento … per dirigenti, preposti, lavoratori e rappresentanti dei lavoratori per la

Gli allegati II e IV della bozza di accordo Stato Regioni sulla formazione Rspp

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Ci vorrà del tempo per conoscere la versione definitiva del nuovo testo di revisione degli Accordi Stato-Regioni sulla formazione e l’aggiornamento dei Rspp e Aspp, ma sulla base della bozza successiva all’incontro del 13 marzo tra le Regioni e i Ministeri interessati, si può, quantomeno, dare una lettura superficiale e di larga massima dei prevedibili contenuti del documento, frutto come si ricorderà, del mandato ex art. 32 c.. 5-bis e art. 37 c. 14-bis del TU 81/08 sicurezza lavoro*. Può servire la conoscenza di come la bozza degli Accordi ripartisce la materia. Nella Premessa (capacità e requisiti professionali di Rspp e Aspp), si prende atto che “in sede di prima applicazione della pertinente disciplina, sono emerse talune questioni controverse” alle quali, con il nuovo Accordo, si ritiene di dare soluzioni di integrazione e correzione. Così verranno “rivisitati” gli accordi del 21 dicembre 2011 “relativamente alla formazione in modalità e-learning”, il che porterà alla sostituzione dell’Allegato II**. I corsi in modalità e-learning dovranno “ritenersi validi solo se espressamente previsti dalle norme e con le modalità del nuovo Accordo Stato Regioni”. Sempre nella Premessa si anticipa che “in attesa della completa attuazione da parte delle Regioni delle disposizioni sul “libretto formativo del