Monthly Archives: marzo 2015

L’art. 41 c.p. nella materia di infortuni e malattie professionali

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La progressiva emarginazione della lavoratrice dal ruolo lavorativo ricoperto, la privazione di mansioni e di strumenti di lavoro, la perdita di credibilità della lavoratrice, un uso strumentale e persecutorio del potere disciplinare datoriale. Queste le imputazioni della sentenza della Corte d‘appello di Cagliari a carico di un datore di lavoro, reo di aver procurato all’interessata, con questi comportamenti, uno stato di malattia*. Contro la sentenza il datore di lavoro aveva opposto, fra l’altro, la “mancata valutazione nell’eziologia del danno di fattori causali concomitanti extra lavorativi”. L’intervento della Cassazione civile, Sez. Lav. del 12 marzo 2015, n. 4992, ha respinto il ricorso rilevando che l’esistenza di fattori concausali extralavorativi non rilevano per escludere il valore causale accertato dei fatti lavorativi, atteso che è del tutto consolidato il principio** secondo il quale, in materia di infortuni sul lavoro e malattie professionali, trova applicazione la regola contenuta nell’art. 41 c.p.***, per cui “il rapporto causale tra evento e danno è governato dal principio dell’equivalenza delle condizioni”. In forza di questo principio, continua la sentenza della Cassazione: “va riconosciuta l’efficienza causale ad ogni antecedente che abbia contribuito, anche in maniera indiretta e remota, alla produzione dell’evento”, “salvo che il nesso eziologico sia interrotto dalla

La circolazione su strada pubblica delle macchine agricole

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In attesa del decreto annunciato per la revisione delle macchine agricole e per l’obbligo del patentino d’uso delle stesse, si ricordano le relative norme per la circolazione su strada. Il tit. III, cap. 1 art. 57 del Codice della strada definisce “macchine agricole” le macchine a ruote o a cingoli destinate a essere impiegate nelle attività agricole e forestali e che possono… circolare su strada: a) per il proprio trasferimento e b) per il trasporto per conto delle aziende agricole e forestali di prodotti agricoli e sostanze di uso agrario… c) addetti alle lavorazioni… d) attrezzature destinate alla esecuzione di dette attività…e) nelle operazioni di manutenzione e tutela del territorio”. Ai fini della circolazione su strada: le macchine agricole semoventi a ruote pneumatiche o a sistema equivalente non devono essere atte a superare, su strada orizzontale, la velocità di 40 km/h; le macchine agricole a ruote metalliche, semi pneumatiche o a cingoli metallici, purché muniti di sovrappattini, nonché le macchine agricole operatrici ad un asse con carrello per il conducente non devono essere atte a superare, su strada orizzontale, la velocità di 15 km/h. Questi i documenti necessari per la circolazione stradale delle macchine agricole: patente di guida; carta di

Macchine agricole, obbligo del “patentino”, prorogata la scadenza

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Con il c. 5 dell’art. 8 del DL 192/2014, Mille proroghe, sono stati prorogati i termini per l’attuazione della revisione delle macchine agricole prevista dall’art. 111 del Codice della strada*. Per effetto della proroga, il decreto interministeriale (Infrastrutture e Politiche agricole) sulla revisione obbligatoria** – che darà precedenza alle macchine immatricolate prima del 1° gennaio 2009 – sarà emanato entro e non oltre il 30 giugno 2015. La proroga è dovuta: “alla complessità delle procedure di accertamento dell’idoneità alla circolazione stradale del parco macchine esistente; alla necessità di adeguare (nella materia) le vigenti disposizioni del Codice della strada”. Sulla scadenza, invece, dell’obbligo del possesso dell’abilitazione – “patentino” all’uso delle macchine agricole, essa è prorogata dal 22 marzo 2015 al 31 dicembre 2015. Sono esentati da questo obbligo coloro che dimostrino di avere una esperienza nell’uso delle macchine agricole da almeno due anni nell’ultimo decennio. L’obbligatorietà della revisione della macchine agricole era stato introdotto dall’art. 34, c. 48 del DL 179/2012, convertito nella L. 221/2012, che così ha modificato l’art. 111 del codice della strada: “1. Al fine di garantire adeguati livelli di sicurezza nei luoghi di lavoro e nella circolazione stradale, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, di concerto

Ascensori ad esercizio pubblico. La manutenzione, le verifiche e le prove periodiche imposte dal DM del 9 marzo

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La manutenzione è il titolo dell’art. 4 del DM 09 marzo sugli ascensori ad esercizio pubblico, per la cui buona conservazione e regolare funzionamento deve essere eseguita, appunto, un’attività di manutenzione che va a affidata – “a persona munita di certificato di abilitazione ai sensi degli articoli 6, 7, 8 e 10 del DPR 1767/1951*, o – a ditta abilitata ai sensi della L. 46/1990 (Norme per la sicurezza degli impianti), che deve provvedervi a mezzo di personale abilitato”. Delle verifiche e prove periodiche agli impianti si occupa, invece, l’art. 5 del DM. La loro esecuzione è diretta ad accertare a) il permanere delle condizioni di efficienza degli organi e degli elementi dai quali dipende la sicurezza e la regolarità di esercizio dell’impianto, b) l’avvenuta ottemperanza alle prescrizioni eventualmente impartite dall’autorità di sorveglianza in precedenti verifiche. Così, ogni giorno, prima dell’inizio del servizio pubblico, il personale individuato dal Responsabile dell’esercizio, deve effettuare una o più corse di prova a vuoto. Ed almeno ogni sei mesi, il Responsabile dell’Esercizio sottopone l’impianto ai controlli e alle prove previste delle norme UNI EN 81-1: 2008 e 81-2:2008**. I risultati dei controlli e delle prove vanno inseriti nel libretto dell’ascensore, sottoscritti sia dal manutentore

Ascensori pubblici, per l’apertura del servizio serve il parere dell’Ustif

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Il 9 marzo il direttore generale per i sistemi di trasporto ad impianti fissi e il trasporto pubblico del Ministero delle Infrastrutture, ha firmato il decreto (Decreto 9 marzo 2015) sulle di norme che si applicano, a partire dal 29 marzo, agli ascensori destinati al trasporto di persone in servizio pubblico. Come ho avuto modo di dire in altro articolo (Ascensori e montacarichi nuovo regolamento UE), il provvedimento era stato previsto dal regolamento (Dpr 08/2015), in materia di ascensori e di semplificazione dei procedimenti per la concessione del nulla osta e della licenza d’uso per ascensori e montacarichi. L’art. 2 del Dm del 9 marzo disciplina l’apertura al pubblico dell’esercizio, prescrivendo che almeno trenta giorni prima della data di apertura, la Regione e /o l’Ente locale che concede l’autorizzazione all’installazione dell’impianto, trasmette all‘U.S.T.I.F. territorialmente competente*: a) il nominativo del responsabile dell’esercizio; b) la proposta di regolamento di esercizio; c) l’elenco del personale di sorveglianza e di primo soccorso nella gestione dell’impianto; d) il manuale per l’uso e la manutenzione dell’impianto; e) la relazione sul sistema di telesorveglianza (che deve collegata in modo permanente a una postazione nel caso che non sia prevista una “presenza” di sorveglianza); f) il piano di