Monthly Archives: gennaio 2015

Responsabilità medica: obblighi del professionista e grado di diligenza richiesta.

sanitaoggi1

La prevalente giurisprudenza di legittimità ritiene che l’inadempimento, da parte del medico, della propria obbligazione, generi un’ipotesi di responsabilità contrattuale sulla base del combinato disposto degli artt. 1218 e 1228 c.c.: questo accade sia in riferimento al professionista, sia nei riguardi della struttura ospedaliera (pubblicata o privata), nella quale egli opera. E’ tuttavia proprio l’inadempimento del medico che merita di essere esaminato con maggiore attenzione. L’obbligazione a cui è tenuto il medico è tipicamente professionale ed, in quanto tale, può essere legittimamente e pacificamente ritenuta di mezzi: il sanitario, in sostanza, assumendo l’incarico, si impegna a prestare la propria opera intellettuale per il raggiungimento del risultato prefissato, non per conseguirlo necessariamente (Cass. Civ., 25/11/1994, nr, 10014). In quanto l’obbligazione del medico è di mezzi, e non di risultato, ne consegue che la legge richiede un grado di diligenza più elevato rispetto all’ordinario. Tale quid pluris è ricavabile dal secondo comma dell’art. 1176 c.c., il quale statuisce che la diligenza del professionista va valutata con riguardo alla natura dell’attività esercitata. Esula, dunque, dalla figura del medico/professionista il concetto di diligenza del buon padre famiglia, previsto, invece, dal primo comma dell’articolo sopra citato. A tal proposito, la S.C. ha individuato nella condotta

Disabili, 15 anni dalla 68/1999

disabililavoro

La L. 68/1999 titola Norme per il diritto al lavoro dei disabili. Ne scorriamo gli articoli più significativi. Art. 1, Collocamento dei disabili; art. 2, Collocamento mirato (serie di strumenti tecnici e di supporto che permettono di valutare adeguatamente le persone con disabilità nelle loro capacità lavorative e di inserirle nel posto adatto, attraverso analisi di posti di lavoro, forme di sostegno, azioni positive e soluzioni dei problemi connessi con gli ambienti, gli strumenti e le relazioni interpersonali sui luoghi quotidiani di lavoro e di relazione. Art. 3 Quote di riserva (rimandiamo alla trattazione specifica in un prossimo contributo, Nda). Art. 4 Criteri di computo della quota di riserva. “Agli effetti della determinazione del numero di soggetti disabili da assumere, sono computati di norma tra i dipendenti tutti i lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato. Ai medesimi effetti, non sono computabili: i lavoratori occupati ai sensi della presente legge (categorie protette, Nda), i lavoratori occupati con contratto a tempo determinato di durata fino a sei mesi, i soci di cooperative di produzione e lavoro, i dirigenti, i lavoratori assunti con contratto di inserimento, i lavoratori occupati con contratto di somministrazione presso l’utilizzatore, i lavoratori assunti per attività da svolgersi

Morti sul lavoro, i numeri di 11 mesi

mortiedilizia

MORTI SUL LAVORO: UN BILANCIO DRAMMATICO LUNGO 11 MESI. SONO 919 LE VITTIME IN TUTTO IL PAESE. 682 GLI INFORTUNI MORTALI SUL LUOGO DI LAVORO E 235 QUELLI IN ITINERE. LA LOMBARDIA ANCORA IN CIMA ALLA GRADUATORIA REGIONALE PER NUMERO DI INCIDENTI MORTALI (80 LAVORATORI DECEDUTI), SEGUITA DALL’EMILIA ROMAGNA (68), DALLA PUGLIA (65), DA PIEMONTE E SICILIA(60) E DAL VENETO (55). E SONO 40 LE DONNE CHE HANNO PERSO LA VITA SUL LAVORO IN ITALIA. E’ IL TRAGICO BOLLETTINO DELLE MORTI BIANCHE NELLA PIÙ RECENTE INDAGINE DELL’OSSERVATORIO SICUREZZA SUL LAVORO VEGA ENGINEERING (SULLA BASE DI DATI INAIL) “E’ un bilancio drammatico che non si vorrebbe e non si dovrebbe raccontare in un paese civile. Eppure anche quest’anno le vittime sul lavoro sono state tante. Troppe. Da gennaio a novembre nella nostra Penisola si contano 919 vittime: di cui 684 decedute sul luogo di lavoro e 235 in itinere”. Introduce così Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering di Mestre, la più recente indagine elaborata dagli esperti dell’Osservatorio sulla base di dati Inail. Un bollettino di guerra che narra un dolore collettivo e una piaga sociale. A cominciare dalla Lombardia, prima nella graduatoria nazionale per numero di decessi sul

Legge di stabilità, estesi benefici Fondo amianto

amianto6

La Legge di stabilità (Legge 23 dicembre 2014, n. 190 – GU n.300 del 29 dicembre 2014 Ndr) ha esteso i benefici assistenziali del Fondo per le vittime dell’amianto, ai malati di mesotelioma* che abbiano contratto la patologia: o per esposizione familiare a lavoratori impiegati nella lavorazione dell’amianto; o per esposizione ambientale comprovata. Lo stanziamento del contributo di 45 milioni di euro è stato disposto in via sperimentale per il triennio 20015-2017 per la bonifica dei siti di interesse nazionale contaminati dall’amianto.** Il Fondo è stato previsto dalla Legge finanziaria del 2008 ed è stato regolamentato dal DM 30 del 12 gennaio 2011 relativamente al finanziamento e alle modalità di erogazione della prestazione aggiuntiva. Il Fondo: è istituto presso l’Inail; ha contabilità autonoma e separata; è finanziato con risorse provenienti per tre quarti dal bilancio dello Stato e per un quarto dalle imprese; ne beneficiano:a) i lavoratori titolari di rendita diretta ai quali sia stata riconosciuta, dall’INAIL e dall’ex IPSEMA, una patologia asbesto-correlata per esposizione all’amianto e alla fibra “fiberfrax”, b) i loro familiari titolari di rendita a superstiti.*** “Il beneficio consiste in una prestazione economica aggiuntiva alla rendita percepita, calcolata sulla base di una misura percentuale definita con decreto

Manifestazioni fieristiche, come allestirle in sicurezza, la circolare sul Decreto 22 luglio

fiere

Il capitolo Campo di applicazione delle Istruzioni operative tecnico-organizzative per l’allestimento e la gestione delle opere temporanee e delle attrezzature da impiegare nella produzione e realizzazione delle manifestazioni fieristiche, si rifa, come quello riferito agli spettacoli musicali, cinematografici e teatrali, al Decreto Interministeriale 22 luglio 2014. Il Capo Il del Decreto concerne le disposizioni relative all’attività di approntamento e smantellamento di: strutture allestitive; tendostrutture; opere temporanee utilizzate nelle manifestazioni fieristiche. Le disposizioni si applicano esclusivamente alle fasi di montaggio e smontaggio che si configurano come un’attività assimilabile a quella cantieristica. Sono escluse dal campo di applicazione le strutture allestitive aventi un ridotto sviluppo in altezza, inferiori a 6,50 m o aventi, nel caso delle strutture allestitive biplanari, il secondo livello di contenute dimensioni, inferiore a 100 m2. Sono anche escluse le tendostrutture con un’altezza all’estradosso fino a 8,50 m e strutturalmente indipendenti, fornite dal fabbricante sotto forma di kit con dettagliate indicazioni circa configurazioni e carichi massimi. Nel dare la definizione di luogo/sito della manifestazione, secondo quanto indicato nelle Istruzioni “le situazioni in cui ha luogo l’installazione di strutture allestitive, tendostrutture o opere temporanee” sono: 1) all’interno di una struttura organizzata, al chiuso o all’aperto; 2) all’interno di un’area organizzata