Monthly Archives: novembre 2014

INPS: chiarimenti sul nuovo sistema di gestione del DURC interno

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L’Inps, con il messaggio n. 9152 del 26 novembre 2014web, fornisce alcuni chiarimenti riguardanti la nuova gestione del DURC interno, cui è subordinata la spettanza dei benefici, ai sensi dell’articolo 1, comma 1175, legge n. 296/2006. Computo del termine per regolarizzare. Come è noto, il preavviso di DURC interno negativo invita il datore di lavoro a sanare le irregolarità ivi evidenziate entro 15 giorni dalla notifica; per quanto concerne la modalità di computo dei termini si precisa quanto segue: qualora il termine scada di sabato o in un giorno festivo, l’attività di regolarizzazione s’intende utilmente effettuata purché intervenga al massimo entro il primo giorno successivo non festivo; il giorno di notifica non si computa. Esempi: preavviso notificato il 3 giugno 2014; l’ultimo giorno utile per la regolarizzazione (es: invio Uniemens, versamento contributi, presentazione istanza di dilazione) è mercoledì 18 giugno; preavviso notificato il 6 giugno 2014; poiché il quindicesimo giorno successivo al 6 giugno è sabato 21 giugno, l’ultimo giorno utile per la regolarizzazione (es.: invio Uniemens, versamento contributi, presentazione istanza di dilazione) è lunedì 23 giugno 2014. Il datore di lavoro che – nonostante abbia regolarizzato la propria posizione entro il termine di scadenza, computato secondo i criteri qui

UNI EN 795 e UNI EN 13374 per le regole sui parapetti provvisori

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“L’adozione dei parapetti provvisori * permette di ridurre gli effetti di una possibile caduta dall’alto e ben esprime il concetto di protezione collettiva”. Questa l’introduzione al secondo quaderno tecnico dell’INAIL che fa riferimento alla linea di ricerca P24L02, ” le problematiche delle PMI dei cantieri temporanei o mobili riguardanti l’evoluzione legislativa e normativa connessa all’innovazione tecnologica del Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici”. I parapetti provvisori sono dispositivi di protezione collettiva (DPC) destinati alla protezione di persone e/o cose contro le cadute dall’alto. Sono costituiti da almeno due montanti sui quali vengono fissati il corrente principale, il corrente intermedio e la tavola fermapiede realizzabili con diversi materiali (ad es. legno, acciaio ecc). La tipologia dei dispositivi è quella indicata dalla UNI EN 795**, secondo la quale i parapetti provvisori vengono divisi in tre classi in base alle prestazioni che soddisfano: Classe A: 1, sostenere una persona che si appoggi alla protezione e fornire una presa quando la persona cammini a fianco alla protezione; 2, trattenere una persona che cammini o cada nella direzione della protezione. Classe B: con le prestazione 1e 2 della classe A ed inoltre con quella di trattenere la caduta di una

Cantieri edili, misure preventive anche in difesa dei non lavoratori

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Un minore di nove anni aveva fatto ingresso in un cantiere edile insieme ad altri minorenni attraverso un varco esistente tra la recinzione ed il muro di tufo che costituiva la cinta di un contiguo condominio. Il cantiere era fermo quando il minorenne era precipitato sul piano sottostante riportando ferite gravi che ne avevano causato la morte. Il Tribunale aveva giudicato responsabile della morte del minore il datore di lavoro e responsabile per la sicurezza del’impresa esecutrice dei lavori di realizzazione del cantiere in cui avvenne il fatto, in quanto gli correva l’obbligo “di recintare in maniera completa il cantiere e coprire le aperture esistenti sul solaio dei box interrati e quindi di adottare misure idonee a scongiurare ogni possibile fattore di rischio per i lavoratori e per chiunque fosse entrato in contatto o si fosse trovato casualmente ovvero intenzionalmente all’interno del cantiere”. Alla sentenza il datore di lavoro aveva opposto ricorso rappresentando, fra l’altro, che “la violazione delle norme precauzionali di cui al secondo c. dell’art. 589 cod. pen. rileva ai fini dell’imputazione colposa dell’evento solo se quest’ultimo concretizza lo specifico rischio lavorativo, restando priva di connotazione causale ove essa si collochi in un contesto di rischio extra lavorativo”.

L’incidenza del diabete nei bambini da 0 a 6 anni è aumentata del 20%

diabete bambini

Un italiano su dodici. Cinque milioni di cittadini, di cui circa un milione non sa di averlo. È questa la stima dei malati di diabete nel nostro paese. La giornata mondiale, istituita dalla Federazione Internazionale Diabete e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, prevede numerose iniziative informative nel corso di tutto il fine settimana. Perché combattere l’ignoranza che ancora esiste su questa patologia cronica aiuta la vita dei malati, in particolare dei bambini. La forma più grave e meno diffusa, il 5% di tutti i casi, è il diabete di tipo 1, patologia autoimmune che distrugge progressivamente le cellule del pancreas che producono l’insulina, condizione che si traduce in uno stato di iperglicemia e nell’impossibilità di utilizzare gli zuccheri come fonte di energia. I bambini. Il diabete di tipo 1 colpisce soprattutto i giovani e non è prevenibile con l’adozione di uno stile di vita sano. Oggi in Italia i malati sono 150mila, di cui 20-25mila hanno meno di 18 anni. L’incidenza è andata aumentando soprattutto in quelle aree e fasce di età dove prima il diabete era meno diffuso. Nei bambini fino a sei anni, l’aumento è stato del 20% negli ultimi dieci anni. «Non conosciamo le ragioni del fenomeno, ma

L’EU-OSHA sulle cure domiciliari ed esterne

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L’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) ha pubblicato in questi giorni una relazione sui rischi attuali ed emergenti in materia di sicurezza e salute sul lavoro nel settore sanitario. Il documento ha il merito di porre l’accento sulle cure domiciliari ed esterne, un settore in precedenza trascurato.. L’assistenza sociosanitaria è uno dei settori principali in Europa, che impiega circa il 10 % della forza lavoro dell’UE; le donne costituiscono il 77 % degli operatori sanitari. È un settore in rapida espansione che offrirà maggiori opportunità di impiego in un futuro immediato, in seguito all’invecchiamento della popolazione europea, all’espansione e allo sviluppo dei servizi per soddisfare la domanda di cure migliori e la domanda crescente di servizi di assistenza alle persone. Gli operatori sanitari sono esposti a una considerevole quantità di rischi a causa dei numerosi ambienti diversi, e talvolta incontrollati, in cui lavorano e della varietà e della tipologia di mansioni che svolgono. Si tratta, fra gli altri, di rischi biologici e chimici (quali infezioni a seguito di ferite da aghi e manipolazione di sostanze pericolose), rischi ergonomici derivanti dalla movimentazione dei pazienti e rischi psicosociali dovuti a lavori svolti in orari particolari, a mansioni