Monthly Archives: giugno 2014

La Cassazione sul concetto di “alta vigilanza” in cantiere

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Per l’infortunio verificatosi in un cantiere edile a causa della caduta di una cornice che ha colpito un operatore, i giudici del merito hanno condannato il datore di lavoro ed il coordinatore per la sicurezza nella fase di esecuzione dei lavori, quest’ultimo per aver omesso di verificare che fossero state concretamente rispettate le disposizioni contenute nel Piano di sicurezza, relative alle opere di puntellamento delle pareti. Contro la condanna il coordinatore ha opposto ricorso presso la Cassazione, che peraltro l’ha respinto (Cassazione penale, Sez. 4, 07 aprile 2014, n. 15484), ribadendo il primo giudizio. Argomentando sulla violazione degli art. 590 cod. pen.* e art. 92 del TU 81/08 ** (già art. 5 della L. 494/1996), la Corte sostiene che al coordinatore per la sicurezza nella fase di esecuzione dei lavori sono attribuiti precisi compiti ed obblighi che lo individuano quale “titolare di una specifica ed autonoma posizione di garanzia, che si affianca a quelle degli altri soggetti destinatari della normativa antinfortunistica”. Allo stesso spetta “non solo il compito di organizzare il lavoro tra le diverse imprese operanti nel cantiere e di assicurare il collegamento tra appaltatore e committente, al fine della migliore organizzazione del lavoro sotto il profilo della tutela

I focal point, riferimenti attivi della rete dell’EU-OSHA

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L’EU-OSHA , l’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, è un’organizzazione di rete. Dispone di un “punto focale” non solo in ogni Stato membro dell’UE ma in ogni Paese membro e/o candidato dell’EFTA (Associazione europea di libero scambio). Ed è proprio tramite i focal point e la loro condivisione allargata di informazioni che l’EU-OSHA può efficacemente conseguire l’obiettivo di un’”azione incisiva in ordine alla creazione di ambienti di lavoro più sani e più sicuri e più produttivi”. Infatti, ciascun punto focale cogestisce la rete e – fornisce informazioni sulle attività dell’EU-OSHA; – diffonde a livello nazionale i prodotti, le informazioni, le nuove ricerche scientifiche sui rischi presenti nei luoghi di lavoro, le statistiche sulla base dei dati raccolti nella materia; – partecipa alla pianificazione e all’attuazione delle campagne EU-OSHA* (anche mediante la nomina di esperti nazionali nell’ambito dei gruppi e dei seminari dell’Agenzia). In ciascun punto focale agiscono tre diversi soggetti, quello in rappresentanza del Governo, quello in rappresentanza delle associazioni dei datori di lavoro e quello in rappresentanza dei lavoratori, tutti designati dal Governo. In Italia il punto focale dell’Agenzia Europea per la sicurezza e la salute sul lavoro è rappresentato dall’INAIL. Il Sistema informativo nazionale

L’Osservatorio europeo alla ricerca dei rischi nuovi ed emergenti

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La strategia dell’UE sulla salute e la sicurezza sul lavoro elaborata per il periodo 2002-2006 diede rilievo alla “ necessità di anticipare i rischi nuovi ed emergenti, e cioè quelli legati alle innovazioni tecniche e quelli dovuti alle evoluzioni sociali”. Si era riconosciuto, allora, come “indispensabile per la gestione dei rischi” di correre con i tempi anche in questo settore e si pensò di creare un osservatorio permanente dei rischi basato su una raccolta sistematica di informazioni e di pareri scientifici. Da qui la nascita dell’Osservatorio europeo dei rischi (ERO) dell’EU-OSHA al quale compete di identificare i rischi nuovi* ed emergenti nella sicurezza e nella salute sul luogo di lavoro, al fine di migliorare la tempestività e l’efficacia delle misure preventive. Per raggiungere quest’obiettivo, l’ERO – raccoglie e analizza informazioni** – individua tendenze per anticipare il cambiamento – comunica le questioni chiave ai responsabili politici e ricercatori – stimola il dibattito e la riflessione fra i gruppi d’interesse dell’EU-OSHA – fornisce una piattaforma per il dibattito fra esperti e responsabili politici a vari livelli. La più recente Strategia (2007-2012) ha chiesto all’Osservatorio di ”migliorare l’anticipazione dei rischi per includere i rischi legati alle nuove tecnologie, ai pericoli biologici, alle interfacce

Il portale della trasparenza dei servizi della salute

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C’è da augurarsi che il progetto “Portale della trasparenza dei servizi della Salute” (somme stanziate pari 6 milioni di euro), previsto meno di due mesi fa dal Cipe (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica), abbia un successo maggiore dell’altrettanto recente dovesalute.gov il “Tripadvisor della sanità” (dai costi ignoti) tanto voluto dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Nell’Home page del portale, inaugurato il 3 marzo di quest’anno, si trova l’indicazione che “i dati sono in continuo aggiornamento per segnalare ai cittadini il maggior numero possibile di strutture sanitarie pubbliche e private a disposizione presenti in Italia” ma purtroppo c’è da constatare che dalla data di presentazione gli enti registrati sono le 65 sedi operative collegate ai 44 Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS). Da allora non solo non si sono aggiunti nuovi nosocomi ma, provando a fare un raffronto con i dati ufficiali dell’annuario statistico sanitario, relativi all’annuo 2011 e pubblicati solo da pochi giorni, scopriamo che le 65 strutture rappresentano solamente il 5,8% degli ospedali presenti su tutto il territorio nazionale. L’impietosa statistica la si può ottenere effettuando una semplice proporzione tra gli ospedali iscritti al sito, appunto 65, ed 1.120 censiti dal ministero della Salute. Certo,