Monthly Archives: marzo 2014

Gestione più sicura del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi

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È stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n.71 del 26 marzo 2014 del il Dlgs 4 marzo 2014 n. 45 con cui viene recepita la direttiva 2011/70 Euratom* (che istituisce un quadro comunitario al fine di garantire una gestione responsabile e sicura del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi onde evitare di imporre oneri indebiti alle future generazioni). Con l’adozione della Direttiva si è inteso “garantire adeguati provvedimenti al fine di proteggere i lavoratori del settore e la popolazione dai pericoli derivanti dalle radiazioni ionizzanti” ed anche “garantire la trasmissione delle informazioni necessarie e la partecipazione della popolazione sulle connesse problematiche”. La direttiva si applica a tutte le fasi: a) della gestione del combustibile esaurito quando questo deriva da attività civili; b) della gestione dei rifiuti radioattivi, dalla generazione fino allo smaltimento, quando questi derivano da attività civili. Il recepimento della Direttiva europea comporterà: la classificazione dei rifiuti radioattivi (formerà oggetto di un decreto del Ministero competente che terrà conto degli standard internazionali, delle loro proprietà e delle specifiche tecnologie); l’istituzione dell’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (Isin, l’Autorità di regolamentazione). Questo l’attuale quadro di riferimento normativo nella materia: L. 1860/1962, Impiego pacifico dell’energia nucleare; DLgs 230/1995, Attuazione

Sanità: entro 2020 in Europa mancheranno 1 milione di operatori

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Futuro difficile per la sanità europea. Senza l’adozione di misure opportune, entro il 2020 ci sarà una carenza di circa 1 milione di operatori sanitari, che potrebbe raggiungere i 2 milioni considerando anche il personale ausiliario e l’assistenza a lungo termine. Il che significa che il 15% della domanda di assistenza rimarrà scoperta. E’ questa la stima della Commissione Europea, rielaborata nel rapporto Amref-Healthworkers. Una situazione che è il frutto di diversi fattori. Primo il pensionamento di gran parte dei medici, che entro il 2020 dovrebbe raggiungere il 3,2%, e una situazione simile è prevedibile anche per gli infermieri, la cui età media ora è di 41-45 anni. Ad influire anche condizioni di lavoro insoddisfacenti e salari bassi (ridotti a Cipro, in Irlanda, Lituania, Portogallo e Romania o congelati nel Regno Unito e Slovenia). Se alla carenza di personale in Europa finora si è supplito con l’assunzione di professionisti extracomunitari, ora ciò non basta più perché questi sono in calo, anche a causa di una legislazione più restrittiva e della crisi economica. L’impatto dell’attuale crisi economica è una minaccia anche per l’applicazione del Codice di condotta dell’Oms per il reclutamento di personale sanitario: la spesa pubblica sanitaria in molti paesi

Indagine sulle procedure di primo soccorso

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E’ la prima volta che si sente di un’indagine volta a verificare la corretta applicazione del soccorso pubblico e privato in un’azienda. E’ la procura di Roma che apre un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti a seguito del decesso di un bimbo di 3 anni per ostruzione delle vie aeree da cibo (i wurstel sono una delle cause alimentari principali e soprattutto l’hot-dog proprio per le caratteristiche dell’alimento e la modalità di ingestione) avvenuta in un ristorante di un’azienda della grande distribuzione. Da quello che riportano i giornali, i testimoni riferiscono l’assenza o il mancato coordinamento/intervento della squadra di primo soccorso, il panico, nessuno sapeva cosa fare, annunci audio alla ricerca di un medico all’interno del centro commerciale (che poi pare siano intervenuti) mentre l’azienda riferisce che sono state attivate tutte le procedure del caso, che la squadra di primo soccorso era attiva, che sono presenti anche i defibrillatori e che gli addetti sono anche addestrati anche alla manovra di Heimlich. L’ambulanza non è arrivata subito (parlano di 40 minuti senza manovre rianimatorie) ed il bambinetto ha smesso di respirare. E’ stato successivamente disostruito ma l’assenza di ossigenazione l’ha portato in coma ed alla morte cerebrale ed i genitori

Rivisto il codice deontologico

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La deontologia medica è pronta per l’ennesima revisione: il 16-17 maggio, il Codice datato 2006 andrà definitivamente in soffitta e il Consiglio nazionale FnomCeo varerà il nuovo Codice che lo sostituirà. Fino all’ultimo tuttavia sarà possibile apportare modifiche, sulla base delle osservazioni che società scientifiche e sindacati esprimeranno il 4-5 aprile sempre a Torino e degli ulteriori emendamenti che i presidenti locali potranno inviare fino al 28 dello stesso mese. L’ultima versione del nuovo Codice – anticipata in esclusiva su Il Sole-24 Ore Sanità n. 11/2014 – tiene conto del lavoro svolto dalla Consulta deontologica e degli emendamenti inviati dagli OmCeo provinciali. Quattro gli articoli in più. E le novità riguardano la medicina potenziativa ed estetica, la medicina militare, le tecnologie informatiche e l’innovazione e l’organizzazione sanitaria. Se cybermedicina, medicina con le stellette, hi-tech e aziendalizzazione sono titoli che insieme ad altri meritavano un approfondimento a parte, visto anche il dibattito che li ha accompagnati, del nuovo Codice è doveroso ricordare innanzitutto l’introduzione del concetto di “persona”. Persona che non è più né soltanto paziente, né soltanto cittadino-individuo, ma che va riguardata nella sua interezza di soggetto portatore di diritti, capace di autodeterminarsi e di partecipare attivamente alla relazione terapeutica,

100 tute da Udine a Roma

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In occasione della quinta giornata nazionale per la sicurezza nei cantieri édili, domani, 25 marzo, a Roma, in piazza del Campidoglio si ripeterà «il silenzioso e choccante cammino delle 100 tute vuote nell’installazione 100 sogni morti sul lavoro» opera del fotografo e designer friulano Gianfranco Angelico Benvenuto. «È il composto cammino, senza i colori della speranza di Pellizza da Volpedo, di cento anonime tute da lavoro vuote, riempite solo dal vento che dà loro corpo – spiega Benvenuto –. Cento tute che col loro silenzio gridano l’assenza di coloro che sono morti per il lavoro, o perché il lavoro non ce l’hanno piú o non l’hanno trovato. Perché la loro assenza diventi la presenza piú autentica e piú viva. Perché almeno il silenzio possa penetrare il muro dell’indifferenza al dolore altrui, all’assuefazione per le immagini shock, alla non elaborazione della morte». Il designer e fotografo friulano spiega il senso della sua installazione. Quelle tute «rappresentano la strage di oltre mille persone l’anno, a cui vanno aggiunte le oltre trecento che sono obbligate a finire la vita da para-tetraplegiche su sedie a rotelle. Persone che magari lavoravano in condizioni precarie, senza alcuna sicurezza, in nome di un maggior guadagno che certamente