Monthly Archives: gennaio 2014

Radiazioni ionizzanti, alcune definizioni per capire la nuova direttiva Euratom

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Livello delle dosi assorbite, danni alla salute, zone sorvegliate, lavoratori esposti, popolazione, misure correttive. Il capitolo 4 della direttiva del Consiglio Ue 2013/59/Euratom sulla protezione dalle radiazioni ionizzanti (pubblicata il 17 gennaio sulla Gazzetta europea) contiene le definizioni utili per la comprensione delle disposizioni che dovranno essere applicate dagli Stati dell’Ue entro il 6 febbraio 2018. Ne riporto alcune, quelle che ritengo essenziali per la comprensione sia del significato che la direttiva assume in generale, sia, per quanto qui possibile, del valore tecnico delle singole disposizioni. Radiazioni ionizzanti: onde elettromagnetiche e particelle capaci di causare, direttamente o indirettamente, la ionizzazione degli atomi e delle molecole dei materiali che attraversano (nell’attraversare la materia, queste radiazioni riescono a sottrarre, in virtù della loro energia, elettroni dagli atomi o molecole…). “ L’uomo è da sempre esposto a radiazioni ionizzanti di origine naturale (raggi cosmici, prodotti di decadimento dei cosiddetti nuclidi primordiali, ecc.). A partire dalla fine del diciannovesimo secolo le radiazioni ionizzanti sono state utilizzate per scopi medici e industriali, e ciò ha comportato la possibilità di un’accresciuta esposizione da parte dei lavoratori che le utilizzano e della popolazione in generale. Ciò nonostante, il corretto impiego delle radiazioni ionizzanti, effettuato nel rispetto delle

Medici competenti, obbligo di comunicare i crediti formativi

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Com’è noto il c.3 del l’art. 38 del TU 81/08 pone fra i requisiti per lo svolgimento delle funzioni di medico competente la partecipazione al programma di educazione continua in medicina (ECM*) i cui crediti dovranno essere conseguiti nella misura non inferiore al 70% del totale nella disciplina medicina del lavoro e sicurezza degli ambienti di lavoro”. E ancora, il medico competente dovrà raggiungere, nell’ambito di ciascun piano triennale, un totale di 150 crediti formativi, di cui almeno il 70% nella disciplina “Medicina del Lavoro e Sicurezza degli ambienti di lavoro”. Il 31 dicembre 2013 si è concluso il ciclo triennale formativo 2011-2013, il 1° gennaio scorso è iniziato il nuovo ciclo 2014-2016. A proposito dei relativi adempimenti burocratici, la Società italiana di medicina del lavoro ed igiene industriale (Simlii), con una recente circolare ricorda ai propri associati che con l’istituzione dell’elenco nazionale dei Medici competenti** spetta a ciascuno di loro di comunicare l’acquisizione del requisito formativo mediante l’invio della certificazione dell’Ordine di appartenenza o di apposita autocertificazione. Il DM del 2009 non indica perentori termini temporali, ma, si legge nella circolare, “appare ragionevole ritenere che entro la fine del mese di gennaio o prima decade del mese di febbraio

Bisogno di legalità e semplificazione nelle imprese? Ci pensa l’ASSE.CO.

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Fra le esigenze gestionali più frequentemente rappresentate dalle imprese figurano il bisogno di legalità e di semplificazione degli adempimenti a loro carico. Ne ha preso atto il Ministero del Lavoro che ha stipulato in questi giorni un protocollo d’intesa con l’Ordine dei Consulenti del lavoro* per l’asseverazione (ASSE.CO.) della regolarità delle imprese in materia di contribuzione e di retribuzione. Con il rilascio dell’ ASSE.CO., il Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti, certificherà la regolarità rispetto a – lavoro minorile, – orario di lavoro, – contratti collettivi, – obblighi contributivi e – pagamento della retribuzione relativi al lavoro subordinato e parasubordinato instaurati dai datori di lavoro. Secondo l’art. 3 del Protocollo siglato con il Ministero, l’ASSE.CO. a) viene rilasciata entro 30 giorni dalla domanda – che dovrà essere presentata solo attraverso la procedura telematica – , b) ha validità annuale c) prevede idonee verifiche quadrimestrali rivolte a constatare il permanere delle condizioni di regolarità. L’elenco dei datori di lavoro in possesso dell’ASSE.CO. è gestito dal Consiglio nazionale dei Consulenti e viene pubblicato sul sito del Ministero del Lavoro. L’asseverazione potrà essere utilizzata nell’ambito degli appalti privati ai fini della verifica della regolarità delle imprese. Il personale ispettivo ne terrà conto nell’ambito di

Processo troppo lungo, la Cassazione è per la riparazione del danno morale

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E’ di questi giorni la dichiarazione del Ministro della Giustizia che “al 30 giugno scorso si contavano oltre 5 milioni di fascicoli civili in attesa di sentenza e quasi tre milioni e mezzo penali”. Ne prendo spunto, con riferimento ai numerosissimi processi in atto che riguardano la sicurezza sul lavoro, per commentare la sentenza n. 1070 del 20 gennaio 2014 con la quale la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un cittadino che chiedeva di essere risarcito del danno morale derivatogli dalla eccessiva lunghezza di un processo che lo aveva interessato. La Cassazione, allo scopo ha richiamato l’art. 2 della L. 89/2001* per cui “ogni persona ha diritto ad un’equa e pubblica udienza entro un termine ragionevole, davanti a un tribunale indipendente e imparziale costituito per legge, al fine della determinazione sia dei suoi diritti e dei suoi doveri di carattere civile, sia della fondatezza di ogni accusa penale che gli venga rivolta”. E per di più, l’indennizzo del danno morale, tenendo conto che il superamento del “termine ragionevole” genera di per sé una sofferenza, “non necessita di specifica dimostrazione”, essendo “semmai l’Amministrazione resistente a dover fornire elementi idonei a farne escludere la sussistenza in concreto” Sotto l’aspetto

Curarsi adesso è diventato un lusso

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La spesa sanitaria delle famiglie appare legata principalmente al reddito e poco alla qualità dell’offerta pubblica. Sorpresa numero 1: per la prima volta dopo anni la zoppicante Sanità italiana scopre di avere i conti in ordine. Nonostante i vincoli sempre più stringenti, infatti, negli ultimi mesi il disavanzo è stato sostanzialmente azzerato. Sorpresa numero 2: a fronte di una spesa pubblica che ha smesso di crescere non c’è, come ci si poteva aspettare, un balzo nei consumi privati. Anzi, il settore chiude con il segno meno. Risultato: negli anni della crisi gli italiani sono stati costretti a tagliare sulla salute, anche sui servizi che, prima, sarebbero sembrati essenziali. Il calo è evidente soprattutto al Sud, dove per le tradizionali debolezze amministrative il sistema è più debole. A fotografare l’Italia a due velocità è il rapporto «Oasi 2013», redatto da Cergas e Sda Bocconi che accende un faro sui consumi privati, che valgono il 20 per cento (quasi 28 miliardi di euro su 138) della spesa totale ma, spesso, sfuggono dai riflettori. In testa alla classifiche per spesa sanitaria privata pro capite c’è il Trentino Alto Adige, poi il Veneto e il Friuli Venezia Giulia. Seguono Emilia Romagna e Lombardia. Tutte