Monthly Archives: ottobre 2013

La pausa del videoterminalista

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Come sappiano l’art. 175 comma 3 D.Lgs. 81/08 recita [..] In assenza di una disposizione contrattuale riguardante l’interruzione di cui al comma 1, il lavoratore comunque ha diritto ad una pausa di quindici minuti ogni centoventi minuti di applicazione continuativa al videoterminale. [..] Il comma parla del videoterminalista ovvero del [..] lavoratore che utilizza un’attrezzatura munita di videoterminali, in modo sistematico o abituale, per venti ore settimanali, dedotte le interruzioni [..]. A tal proposito qualche mesa fa durante un intervento di formazione un corsista mi rivolse una domanda …che mi fece riflettere. Mi chiese se i 15 minuti di pausa erano un diritto solo per il videoterminalista o anche per il lavoratore che non era definito tale pur utilizzando attrezzatura munita di videoterminale. In sintesi per l’addetto che non supera le 20 ore settimanali vale lo stesso diritto? Da una lettura della norma possiamo affermare che il lavoratore che non è videoterminalista NON ha diritto alla pausa. Però una lettura attenta della norma e soprattutto una riflessione della ratio della norma ci suggerisce il contrario. Infatti la disposizione di prevenzione – 15 minuti di pausa – interviene in caso di [.] centoventi minuti di applicazione continuativa al videoterminale [..] indipendentemente

Campi elettromagnetici, sorgenti giustificabili e non

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L’art. 206 del TU 81/08 determina i requisiti minimi per la protezione dei lavoratori contro i rischi per la salute e la sicurezza derivanti dall’esposizione ai campi elettromagnetici durante il lavoro. Fra i compiti del datore di lavoro vi è la valutazione di tutti i rischi, inclusi gli effetti nocivi per il corpo umano “a breve termine”*. Se la natura e l’entità dei rischi non sono tali da rendere necessaria un’ulteriore e più dettagliata valutazione, attraverso misurazioni e calcoli dei livelli dei campi elettromagnetici, il datore di lavoro può includere nel DVR una giustificazione (art. 181, c. 3, del TU 81/08). Pertanto, vi sono situazioni e attrezzature di lavoro (le cosiddette “sorgenti giustificabili” ) che non comportando rischi per la salute, in quanto le esposizioni sono inferiori ai livelli di riferimento indicati nella raccomandazione europea 1999/519/CE, non richiedono misurazioni dei campi elettromagnetici. È la Norma tecnica CEI EN 50499 Procedura per la valutazione dell’esposizione dei lavoratori ai campi elettromagnetici, che elenca le condizioni espositive giustificabili. Tra queste, le reti di distribuzione dell’energia elettrica nei luoghi di lavoro a 50 Hz, indipendentemente dal numero di attrezzature di lavoro in uso. La “giustificazione” del rischio si applica, di solito, negli uffici, nei

A rischio Patto Salute con i tagli alla sanità

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Il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, afferma che se nella legge di stabilità siano effettuati dei tagli al Fondo Sanitario nazionale: ”Nel caso di tagli noi reagiremo e porremo il problema al Governo, anche perche’ a fronte di una mancata entrata di una situazione che puo’ portare diverse Regioni al default scatterebbero automaticamente le tasse”. Alla domanda se è a rischio la firma del Patto per la salute, Errani ha risposto: ”Non c’e’ dubbio che lo è se cambia la base dell’accordo. E’ chiaro che molto dipende dal rispetto dell’accordo sulle risorse per il 2014 che abbiamo fatto col Governo”. “La sanità – ha sottolineato Errani – e’ un comparto della spesa pubblica che ha dato in questi anni un contributo enorme alla riduzione della spesa. Sul contenimento dei costi standard procederemo ancora, ma sottolineo che gia’ la sanita’ e’ il comparto della spesa pubblica italiana che ha ridotto di piu’ le spese in questi anni, per oltre 30 miliardi di euro, non ci sono piu’ le condizioni per altri taglia, confido nella ragionevolezza di questa posizione, ora vediamo che succede in concreto nella legge di stabilita”’. Per il presidente della regione Lombardia, Roberto Maroni, il disegno è

Indagine sulla condizione delle scuole

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La presentazione, il 18 settembre, dell’XI rapporto su Sicurezza, qualità e accessibilità a scuola elaborato da Cittadinanzattiva con la collaborazione dell’Unmil, mi consente di occuparmi, con una serie di articoli, delle più diffuse condizioni di criticità rilevate nel settore. Il documento non è il solo a fornirmi il materiale per l’esposizione delle problematiche della sicurezza nelle scuole. Infatti, non sono da trascurare, per una quanto più completa comprensione dei problemi connessi, sia le Linee guida per le architetture interne delle scuole varate il 13 aprile 2013 dall’allora ministro Francesco Profumo, che l’indagine conoscitiva sulla situazione dell’edilizia scolastica in Italia approvata dalla 7a Commissione della Camera il 4 luglio scorso*. Intanto, alcuni dati significativi raccolti dal rapporto di Cittadinanzattiva. “In una scuola su sette ci sono lesioni strutturali evidenti, presenti in gran parte sulla facciata esterna dell’edificio, il 20% delle aule presenta distacchi di intonaco: muffe, infiltrazioni e umidità sono stati rilevati in quasi un terzo dei bagni (31%) e in una aula e palestra su quattro. Il 39% delle scuole presenta uno stato di manutenzione del tutto inadeguato (nel 2012 era il 21%)”. I dati sono denunciati dagli Rspp delle 165 scuole di 18 Regioni (non figurano nella rilevazione né