Monthly Archives: luglio 2013

VVF, quali condizioni di lavoro?

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Cosa si sa davvero delle condizioni di lavoro dei Vigili del fuoco? Quello che resta impresso nella memoria di tutti sono gli aspetti spettacolari della loro attività, quelli richiamati nei film, mentre assai meno si sa delle modalità operative concrete di queste attività. A questa carenza pone rimedio il numero di maggio di 2087, che, continuando la sua collaborazione con l’Istituto sindacale europeo (Ise), pubblica la traduzione di un volumetto dedicato appunto alla realtà di questa professione nei vari paesi d’Europa. “La lotta contro gli incendi è necessariamente associata a determinati rischi, alcuni dei quali sono difficilmente prevedibili” scrivono nella prefazione Carola Fischbach-Pyttel, segretaria generale della Federazione sindacale europea dei servizi pubblici (Fsesp) e Laurent Vogel, direttore del dipartimento Condizioni di lavoro, salute e sicurezza dell’Ise: “Tuttavia, è possibile pianificare una migliore protezione della salute e della sicurezza dei Vigili del fuoco. Proprio la complessità del rapporto tra l’efficacia dell’intervento e la tutela della salute dei lavoratori giustifica un incisivo intervento dei sindacati”. La pubblicazione, realizzata da Fabienne Scandella, ricercatrice dell’Ise, illustra in maniera sintetica le condizioni di lavoro dei Vigili del fuoco, fornendo alcune indicazioni relative alle priorità da considerare per migliorare la prevenzione. Il lavoro è il risultato

Europa, solo qualche raccomandazione

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“Il disimpegno”. Questo il titolo che abbiamo scelto per il numero di luglio e agosto (il 7-8) di 2087. C’è infatti il passo indietro, da un lato, di un’Europa che, sotto il peso della crisi e dei risorgenti egoismi nazionali, per quanto riguarda la salute e la sicurezza sul lavoro non pensa più in termini di strategia, almeno per il settennio 2013-2020, ma – avvisa Laurent Vogel, per lunghi anni direttore dell’Istituto sindacale europeo – si limiterà solo a qualche raccomandazione, peraltro non impegnativa (della serie: fate i bravi, se potete). E, quasi per scaricarsi un po’ la coscienza, avvia una consultazione pubblica (ma un po’ nascosta) di valutazione della Strategia europea per la salute e la sicurezza sul lavoro appena finita, consultazione che rimarrà aperta fino al prossimo 26 agosto e alla quale è comunque importante che partecipino lavoratori e organizzazioni sindacali europee. Se da un lato, dunque, l’Europa fa un passo indietro, dall’altro c’è la scelta un po’ furbetta del governo italiano di riproporre quanto aveva già cercato di fare lo “strano” (secondo la definizione del suo leader) governo del professor Monti. E cioè di contrabbandare, attraverso l’idea della semplificazione e la concretezza del “fare”, un po’ di

Sicurezza per gli operatori della sicurezza

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Formare gli operatori, soprattutto i volontari, della sicurezza. È il compito che la collaborazione fra il Cgil, Silp (sindacato italiano lavoratori di polizia, interno alla Cgil), l’Università di Ferrara, Asl e l’istituto Fde di Mantova (una scuola di alta formazione in scienze criminologiche) si prefigge di portare a termine. Tutto partirà, fra ottobre e novembre, con un seminario di studi sulla sicurezza e di presentazione dei futuri corsi di formazione la cui effettiva partenza è però ancora accostata ad un punto interrogativo: “spetta alle Regioni finanziare questi corsi di formazione che con il decreto legislativo 81 del 2008 sono diventati obbligatori per i volontari, quali sono ad esempio gli operatori della Protezione civile o quelli della Croce rossa, che dovranno sostenere 16 ore di formazione pro capite ogni anno”, spiega Mauro de Marchi, docente a contratto Unife ma, osserva Luigi Caracciolo del direttivo nazionale Silp “sempre più spesso assistiamo alla mancata attuazione, da parte dei soggetti pubblici preposti, di alcune parti di normativa, come accaduto con quella sulla corruzione, e altri soggetti si devono attivare per portare a compimento questi percorsi”. Sembra però, come preannunciato da de Marchi, che le regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto si stiano interessando: “valuteremo

Inail: irregolare l’87% delle imprese

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Diminuiscono le denunce di infortuni scese del 9% a 745mila, gli incidenti mortali diminuiscono a 790: 409 sono avvenuti fuori dall’azienda. Lo scorso anno regolarizzati 54mila lavoratori L’87% delle imprese controllate dall’Inail lo scorso anno presentava irregolarità. L’istituto – si legge nella relazione annuale – ha portato a termine verifiche su 22.950 aziende (il 67% del terziario, il 26% del settore industria), quasi 2mila in più del 2011 con la regolarizzazione di 53.734 lavoratori (10% in più rispetto al 2011), di cui 45.679 irregolari e 8.055 “in nero” (7,27% in più rispetto al 2011). Dal punto di vista finanziario l’Inail registra un risultato finanziario positivo pari a 859 milioni di euro: “Il risultato economico – dice il presidente Massimo De Felice – si è stabilizzato vicino ai 1.400 milioni e ciò ha migliorato l’avanzo patrimoniale, giunto a 3.949 milioni di euro”. La notizia positiva arriva dal calo degli incidenti sul lavoro: lo scorso anno le denunce di infortuni sono state 745mila (-9% sul 2011 e -23% sul 2008). Calano anche quelli mortali accertati scesi a 790 (il bilancio, però, resta tragico con oltre due morti al giorno) a fronte di 1.296 denunce: l’Inail ha sottolineato che anche con i 25

Del Fare sulla sanità, testo passa al Senato

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Dopo una no-stop di due giorni, in cui i deputati del M5S hanno usato lo strumento parlamentare dell’ostruzionismo per ritardare i lavori, oggi Montecitorio ha approvato il disegno di legge di conversione del decreto-legge “Fare”, nel testo approvato dalle Commissioni. Dopo due giorni e due notti di ‘seduta fiume’, li provvedimento passa ora all’esame del Senato. Vediamo le misure che riguardano la sanità contenute nel testo: Pagamenti debiti PA Le risorse per il pagamento dei debiti degli enti del Servizio sanitario nazionale, ripartite dal governo Monti in 40 miliardi divisi in due anni, e non richieste dalle regioni entro lo scorso 31 maggio, possono essere assegnate alle regioni che ne hanno fatto richiesta entro il 15 luglio. Si tratta di circa 280 milioni che dovrebbero andare al pagamento dei debiti delle Asl di Piemonte e Puglia. Farmaci orfani e di eccezionale rilevanza terapeutica L’emendamento proposto dal governo che modifica il decreto Balduzzi, prevede una corsia preferenziale per i farmaci orfani e di eccezionale rilevanza terapeutica (i cosiddetti “salvavita”). L’Aifa – tramite “sedute straordinarie delle competenti commissioni” – avrà massimo 100 giorni per il completamento delle procedure per il loro inserimento nel prontuario a carico del Sistema sanitario nazionale. Liquidità per