Elenco abilitati verifiche attrezzature e impianti- Rinnovo

Modalità di presentazione dell’istanza di rinnovo. In attuazione di quanto previsto al punto 4 dell’Allegato III del D.I. 11 aprile 2011, il soggetto abilitato all’effettuazione delle verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro, Leggi tutto »

Gli infortuni a carico delle donne

Gli infortuni sul lavoro a carico delle donne nell’anno 2015 sono diminuiti rispetto all’anno precedente: a stabilirlo è il documento del 7 marzo 2017 diffuso dall’Inail che riporta l’andamento delle denunce di Leggi tutto »

La formazione del RLS

In questi anni molti articoli, convegni e pubblicazioni hanno messo in rilievo l’importanza, per un’efficace gestione della sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, del ruolo del Rappresentante dei lavoratori per la Leggi tutto »

Il software interattivo OiRA per la valutazione dei rischi sul lavoro

È l’acronimo di uno strumento ancora sconosciuto ai più, ma destinato presto a uscire dalla stretta cerchia degli addetti ai lavori per diventare un’applicazione di uso quotidiano. OiRA, Online Interactive Risk Assessment, Leggi tutto »

I poveri non diminuiscono

«I poveri pagano per tutti. Non sappiamo proprio dove abbiano preso tutto questo denaro». Suona come una beffa, e in effetti lo è: in Italia i poveri sono pieni di soldi, ma Leggi tutto »

 

Elenco abilitati verifiche attrezzature e impianti- Rinnovo

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Modalità di presentazione dell’istanza di rinnovo. In attuazione di quanto previsto al punto 4 dell’Allegato III del D.I. 11 aprile 2011, il soggetto abilitato all’effettuazione delle verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro, alla cadenza del quinquennio di iscrizione nell’elenco dei soggetti abilitati, ove permanga l’interesse a continuare ad operare in tale settore,è tenuto a presentare istanza di rinnovo al Ministero del lavoro e delle politiche sociali Direzione Generale della tutela delle condizioni di lavoro e delle relazioni industriali-divisione III. Tale istanza, sottoscritta dal legale rappresentante del soggetto abilitato, dovrà essere prodotta completa della documentazione di seguito descritta anche essa datata, timbrata e firmata dal legale rappresentante), in regola con l’imposta di bollo ai sensi del d.P.R. n. 642/1972 e successive modificazioni. L’istanza di rinnovo dovrà anche riportare il numero di iscrizione alla Camera di Commercio territorialmente competente. L’istanza dovrà essere trasmessa, completa di tutti gli allegati, esclusivamente mediante posta elettronica ad entrambi i seguenti indirizzi: PEC: dgtutelalavoro.div3@pec.lavoro.gov.itverificheperiodiche@lavoro.gov.it Documentazione da allegare all’istanza di rinnovo. L’istanza di rinnovo deve essere corredata dalla seguente documentazione: a)fotocopia, pienamente leggibile, del documento di identità in corso di validità del legale rappresentante del oggetto abilitato richiedente; b)dichiarazione sostitutiva di certificazione, resa i sensi del d.P.R. 28

Gli infortuni a carico delle donne

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Gli infortuni sul lavoro a carico delle donne nell’anno 2015 sono diminuiti rispetto all’anno precedente: a stabilirlo è il documento del 7 marzo 2017 diffuso dall’Inail che riporta l’andamento delle denunce di incidenti sul posto di lavoro pervenute all’Istituto nei settori Industria e Servizi, Agricoltura e per conto dello Stato. Diminuiscono gli incidenti a carico delle lavoratrici, quindi, del 4,6 per cento ma l’Inail sottolinea l’aumento delle malattie professionali per le quali è stata fatta denuncia nel periodo 2011-2015, stabilito in una percentuale del 18,1 rispetto al passato. In testa alla classifica delle zone con maggior numero di infortuni è il Nord, con quasi il 60 per cento, seguito dal Centro (21,3 per cento) e il Sud (19 per cento); pari è la classifica dei casi mortali con percentuali però più alte per quanto riguarda le ultime due aree territoriali. Cause e settori più colpiti da infortuni Causa principale di incidenti sul posto di lavoro vi è la caduta con il 30,7 per cento degli infortuni mentre al secondo vi è quella della perdita di controllo di mezzi di trasporto o macchine; le stesse motivazioni ma a parti invertite rappresentano invece le primarie cause per i lavoratori. Settore che ha

La formazione del RLS

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In questi anni molti articoli, convegni e pubblicazioni hanno messo in rilievo l’importanza, per un’efficace gestione della sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, del ruolo del Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS). Un ruolo che è stato valorizzato anche nel Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (Decreto legislativo 81/2008) che, ad esempio, richiede a datori di lavoro e dirigenti la consultazione del Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza in merito a diversi aspetti, a volte anche molto delicati come quelli inerenti alla valutazione dei rischi. È evidente, tuttavia, che un tale ruolo necessita anche di una specifica e idonea formazione. Che formazione deve essere erogata all’RLS? Quali sono le novità normative in ambito formativo che lo riguardano? Quale aggiornamento è previsto? Si può utilizzare per la formazione la modalità in e-learning? Per rispondere a queste domande è necessario innanzitutto fare riferimento a quanto prescritto dal D.Lgs. 81/2008. Il Testo Unico stabilisce – con l’art. 37 – che il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ha diritto ad una formazione particolare in materia di salute e sicurezza concernente i rischi specifici esistenti negli ambiti in cui andrà ad esercitare la

Il software interattivo OiRA per la valutazione dei rischi sul lavoro

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È l’acronimo di uno strumento ancora sconosciuto ai più, ma destinato presto a uscire dalla stretta cerchia degli addetti ai lavori per diventare un’applicazione di uso quotidiano. OiRA, Online Interactive Risk Assessment, è l’applicativo completamente gratuito realizzato dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (Eu-Osha) per aiutare i datori di lavoro, in modo particolare delle piccole e medie imprese, a valutare i rischi e a individuare le misure più idonee di protezione e prevenzione nei luoghi di lavoro. È un’applicazione interamente “made in Ue”. L’intuizione di creare un software per dare supporto alle aziende di piccole dimensioni nasce da un progetto elaborato nel 2009 dall’Eu-Osha, sulla base di un precedente strumento di valutazione dei rischi adottato nei Paesi Bassi e conosciuto come RI&E, molto diffuso e particolarmente efficace. Diventato operativo nel 2010, OiRA è stato presentato per la prima volta a Cipro nell’ottobre 2012, in occasione di un vertice europeo di esperti di sicurezza sul lavoro, ed è attualmente in uso in 16 Paesi europei, che lo hanno arricchito e implementato prevedendo applicazioni differenti con circa 100 strumenti, a seconda del comparto produttivo di riferimento. Le fasi del progetto tracciate nel 2013. In Italia il 30 agosto

Digitalizzare la sanità, impatto enorme per i conti dello Stato

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«L’Italia può diventare la frontiera avanzata del mondo se riuscirà a digitalizzare la Sanità». La sfida è affascinante e potrebbe avere un impatto enorme sui conti dello Stato. A lanciarla è Roberto Viola che guida la «Direzione Generale per la Comunicazione Digitale e le Tecnologie» presso la Commissione Europea. Il presupposto sta tutto in un numero: nel 2050 i costi per la Sanità pubblica sfonderanno il 10% del Pil (una cifra vicina ai 200 miliardi). «A dispetto della percezione, il nostro sistema di assistenza è uno dei migliori al mondo» spiega Viola. Funziona bene ma è troppo costoso e quindi il percorso è segnato: risparmiare, razionalizzare, evitare gli sprechi. Con un imperativo: «La riorganizzazione non può andare a discapito dei servizi per i cittadini». Le cifre Nei piani della Commissione Ue la digitalizzazione della Sanità da sola può garantire un risparmio superiore al 5% della spesa sanitaria (una cifra che sfiora lo 0,5% del Pil, circa 10 miliardi). Se poi si considera un ulteriore passaggio che prevede l’assistenza ad hoc (per esempio le cure dei malati cronici a casa o le cure personalizzate) si arriverebbe a un risparmio del 20%/30% della spesa e quindi a oltre l’1% del Pil (oltre