Gli sprechi nella sanità

C’è chi, come la Asl di Bolzano, per curare ogni singolo assistito ha in «dote» dalla sua regione 2. 421 euro e chi, come gli assistiti di Pordenone dell’azienda sanitaria del Friuli occidentale, deve accontentarsi di 661 euro. E questi sbalzi si verificano anche all’interno di una stessa regione. In Sicilia la Asl di Palermo ha a disposizione 988 euro ad assistito, mentre Enna incassa per ogni cittadino 1. 681 euro. È l’altra faccia degli sprechi in sanità, quella fino ad oggi mai indagata. Una elaborazione della rivista specializzata «About Pharma» su dati della Fiaso, la Federazione di Asl e ospedali, mette in luce gli sprechi evidenziando le mille distorsioni del sistema di finanziamento delle nostre aziende sanitarie pubbliche. Che produce sicuramente più sprechi dei prezzi divergenti delle siringhe perché finisce per ripartire i fondi in base al principio della spesa storica, per cui ti pago per quello che spendi, magari male, e non per quello che fai e per come lo fai. Lo studio della Fiaso, dal quale sono state elaborate le classifiche, del resto dice a chiare lettere che nessuna delibera regionale di riparto del fondo sanitario prevede premi per chi ha ben gestito. Il fatto che non

Settimana europea per la sicurezza e la salute sul lavoro 2017:

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L’INAIL sulla gestione del rischio chimico nei siti contaminati

L’Inail ha pubblicato l’edizione 2014 del Manuale operativo sul rischio chimico per i lavoratori nei siti contaminati. In Italia, nella maggioranza dei casi, l’origine della contaminazione è strettamente legata alla presenza – di siti industriali, dismessi o in attività, – di discariche abusive, non controllate o non adeguatamente gestite, ma anche – di punti vendita di carburanti. Presenti in numero elevatissimo su tutto il territorio nazionale, le aree contaminate richiedono un ripristino ambientale che deve essere preceduto da attività a) di caratterizzazione, b) di bonifica, c) di messa in sicurezza d’emergenza, operativa e/o permanente DLgs 152/2006 (Norme in materia ambientale)* Il Manuale dell’Inail, si precisa nella premessa, riguarda la sola gestione del rischio chimico, ma il datore di lavoro interessato ha comunque l’obbligo di individuare tutte le possibili fonti di pericolo e valutare tutti i rischi ai quali il lavoratore del sito è potenzialmente esposto ai sensi del TU 81/2008. Inoltre, il documento prende in esame la procedura di gestione del rischio chimico ponendo l’attenzione soprattutto sugli aspetti legati alla salute, “fermo restando l’obbligo di valutazione del rischio per la sicurezza”. Perché? La scelta è motivata dal fatto che essendo state individuate quali fonti di pericolo il suolo insaturo e/o

Posta elettronica aziendale, internet e intranet, come rispettare la privacy

dati sensibili1

“I contenuti e le informazioni della posta elettronica sono tutelati costituzionalmente a garanzia di segretezza ma riguardano anche l’organizzazione del lavoro”. In questo quadro, si legge nel Vademecum del Garante su Privacy e lavoro, è opportuno che il datore di lavoro – renda disponibili indirizzi di posta elettronica condivisi tra più lavoratori (ad es. ufficioreclami@società.com) affiancandoli a quelli individuali (ad es. rossi@società.com) e – valuti la possibilità di attribuire al lavoratore un diverso indirizzo destinato ad un uso privato. Il datore di lavoro può mettere a disposizione di ciascun lavoratore apposite funzionalità di sistema che consentano di inviare automaticamente, in caso di assenze programmate, messaggi di risposta che contengano le “ coordinate ” di un altro lavoratore. Si può inoltre, -in caso di assenze prolungate, consentire al lavoratore di delegare un altro lavoratore (fiduciario ) a leggere i messaggi di posta e ad inoltrare al titolare del trattamento quelli ritenuti rilevanti per l’attività lavorativa; – in caso di assenze non programmate (ad es. per malattia), qualora il lavoratore non possa attivare la procedura descritta sopra, il datore di lavoro può incaricare altro personale (ad esempio l’amministratore di sistema) di gestire la posta del lavoratore, avvertendo l’interessato e i destinatari*. Più

Ufficio Studi CGI a – Associazione Artigiani e Piccole Imprese Mestre – CGI a Via Torre Belfredo 81/e – 30174 Venezia – Mestre – www.cgiamestre.com 2 Le realtà territoriali dove il lavoro “domenicale” è più diffuso sono quelle dove la vocazione turistica/commerciale è prevalente : Valle d’Aosta (29,5 per cento di occupati alla domenica sul totale dipendenti presenti in regione), Sar degna (24,5 per cento), Puglia (24 per cento), Sicilia (23,7 per cento) e Molise (23,6 per cento) guidano questa particolare graduatoria. In coda alla classifica, invece, si posizionano l’Emilia Romagna (17,9 per cento), le Marche (17,4 per cento) e la Lo mbardia (16,9 per cento). L a media nazionale si attesta al 19,8 per cento (vedi Tab. 2) . “La maggiore disponibilità di alcuni territori a lavorare nei weekend – dichiara il segretario della Cgia Renato Mason – va in gran parte ricondotta al fatto che bu ona parte del Paese ha un’elevata vocazione turistica che coinvolge le località montane e quelle balneari, le grandi città, ma anche i piccoli borghi. E quando le attività turistico – ricettive sono aperte anche la domenica, i settori economici collegati, co me l’agroalimentare, la ristorazione, i trasporti pubblici e privati, i servizi